INTERVISTA A SIMONE TODESCHINI – CEO WATER TRIBE test

A cura di Fabio Riva

Simone Todeschini è il titolare di Water Tribe, tour operator italiano specializzato in vacanze in barca a vela, corsi di vela e eventi aziendali nautici. Con oltre 22 anni di esperienza nel settore, ha contribuito a rendere Water Tribe un punto di riferimento nel turismo esperienziale, organizzando vacanze in tutto il mondo e formando oltre 20.000 velisti. Grazie alla sua attenzione ai dettagli e alla sicurezza, Water Tribe è diventato un nome di fiducia per chi cerca avventure in barca a vela uniche e indimenticabili.

Water Tribe è oggi un punto di riferimento per le vacanze in barca a vela. Come nasce il progetto e qual è stata l’idea iniziale che ha dato vita all’azienda?

Il progetto Water Tribe nasce da un’esperienza personale e dalla volontà di colmare un vuoto nel mercato turistico italiano. Durante gli anni dell’università, ho lavorato per diverse società e scuole di vela che organizzavano vacanze in barca a vela. Ho avuto anche l’opportunità di partecipare a manifestazioni veliche internazionali, in cui le regate si accompagnavano a eventi sociali, feste ed esperienze coinvolgenti.

All’inizio degli anni 2000, in Italia il turismo nautico offriva due principali opzioni: corsi di vela, prevalentemente didattici, oppure il charter, che prevedeva l’affitto di una barca senza servizi aggiuntivi. Non esisteva una realtà che permettesse ai singoli viaggiatori di unirsi a un’esperienza di navigazione organizzata, senza dover noleggiare un’intera imbarcazione.

Così, nel 2002, Water Tribe ha lanciato il suo primo prodotto: una flottiglia di 11 barche in Grecia, con la possibilità di imbarco alla cabina. Questo significava che chiunque, anche senza un gruppo già formato, poteva prenotare un posto a bordo e partecipare a una crociera guidata da skipper esperti. A rendere l’esperienza ancora più unica erano gli eventi correlati: feste, aperitivi, escursioni e altre attività che trasformavano la vacanza in un’avventura completa, non solo di mare ma anche di socialità.

L’idea si è rivelata vincente: nei primi tre anni abbiamo registrato una crescita straordinaria, raggiungendo un record di 28 barche in flottiglia, con circa 250 partecipanti a settimana. Con il tempo, il format si è diffuso e il mercato è diventato più competitivo, ma Water Tribe è stata la prima realtà in Italia a proporre questo modello di viaggio, rivoluzionando il modo di vivere le vacanze in barca a vela.

Quali sono le caratteristiche principali che distingue una vacanza in barca a vela da una vacanza tradizionale?

La differenza principale è l’intensa coesione che si crea all’interno del gruppo. A bordo, si condivide ogni momento della giornata, creando legami molto più forti rispetto a una vacanza tradizionale, anche quando il numero di partecipanti è simile.

Un altro aspetto distintivo è la barca stessa, che rappresenta un’entità autosufficiente immersa in un ambiente vasto e tutto da esplorare. A differenza di un viaggio a terra, in cui ci si sposta con mezzi convenzionali, la barca a vela consente di raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili, baie nascoste e angoli di paradiso lontani dalle rotte turistiche più battute.

Infine, la vita a bordo offre un’esperienza unica di autonomia e libertà: si può dormire, mangiare e vivere completamente immersi nella natura, senza la necessità di appoggiarsi a strutture esterne. Quando tutto funziona in armonia, la barca diventa un piccolo universo indipendente, capace di regalare emozioni e avventure indimenticabili.

Come si è evoluto il vostro pubblico nel tempo? Avete notato cambiamenti nelle preferenze dei vostri clienti o nel modo in cui vivono l’esperienza in barca?

Il nostro pubblico ha subito un’evoluzione significativa. Nei primi anni 2000, i partecipanti alle nostre vacanze in barca a vela erano per lo più persone già esperte o comunque con una certa familiarità con la navigazione. Non necessariamente velisti professionisti, ma sicuramente viaggiatori consapevoli e autonomi, che sapevano già cosa aspettarsi da un’esperienza di questo tipo.

Negli ultimi anni, invece, questo tipo di vacanza è diventato molto più accessibile e diffuso, attirando anche chi non ha mai messo piede su una barca prima d’ora. Da un lato, questa apertura ha rappresentato un’opportunità straordinaria per far scoprire il mondo della vela a un pubblico più ampio; dall’altro, ha comportato nuove sfide, soprattutto dal punto di vista della comunicazione.

È fondamentale far comprendere ai nuovi viaggiatori che una vacanza in barca a vela ha ritmi e caratteristiche molto diverse rispetto a un soggiorno in hotel. La barca è un ambiente affascinante e coinvolgente, ma richiede un certo spirito di adattamento, un po’ come un camper sul mare. Chi sceglie questa esperienza deve essere pronto a vivere un’avventura autentica, fatta di spazi condivisi, contatto con la natura e un approccio più dinamico al viaggio.

Organizzare una vacanza in barca a vela è molto diverso rispetto a un viaggio tradizionale. Quali sono le principali sfide logistiche e organizzative che affrontate per garantire un’esperienza perfetta?

La principale sfida logistica è senza dubbio la variabilità delle condizioni meteo. A differenza di una vacanza tradizionale sulla terraferma, dove anche con la pioggia è possibile proseguire con escursioni o attività programmate, in mare le condizioni meteorologiche possono avere un impatto significativo sull’itinerario e sulla sicurezza della navigazione.

Per questo motivo, uno degli aspetti più complessi della nostra organizzazione è riuscire a prevedere con la massima accuratezza possibile l’andamento del meteo nei sette giorni successivi, così da adattare l’itinerario in modo da garantire la migliore esperienza possibile ai nostri ospiti.

Modificare il percorso stabilito non è mai una decisione presa a cuor leggero, né un semplice tentativo di migliorare l’esperienza di viaggio: si tratta di una necessità legata alla sicurezza di tutti i partecipanti. Il nostro obiettivo è trovare sempre il giusto equilibrio tra divertimento, scoperta e sicurezza, garantendo un’esperienza coinvolgente ma sempre gestita con la massima attenzione.

Uno degli elementi chiave delle vostre vacanze è la condivisione dell’esperienza con un equipaggio. Come selezionate gli skipper e quali competenze devono avere per lavorare con voi?

La selezione degli skipper è un processo accurato, in cui i criteri di valutazione vanno oltre le sole competenze tecniche. Iniziamo con un processo di recruiting che prevede la compilazione di un questionario e un’applicazione dettagliata. Successivamente, i candidati devono affrontare un test approfondito, composto da 60 domande, che ci permette di valutare il loro background tecnico in modo completo.

In seguito, gli skipper intraprendono un percorso obbligatorio di formazione, che comprende sia sessioni teoriche a terra che pratiche in mare. Le sessioni a terra si concentrano su aspetti teorici e su come l’azienda desidera che gli skipper lavorino secondo le nostre procedure aziendali.

La fase successiva è quella in mare, dove i formatori verificano non solo le competenze tecniche (che di solito consideriamo acquisite), ma anche le capacità relazionali e la gestione dell’equipaggio. Gli skipper devono essere in grado di condurre la barca in autonomia, soprattutto con gruppi di partecipanti che spesso sono neofiti, e devono possedere una forte abilità nel gestire dinamiche interpersonali.

Per valutare queste competenze, organizziamo simulazioni di equipaggio, in cui i partecipanti assumono, a rotazione, il ruolo di comandante. Durante queste simulazioni, vengono trattate varie dinamiche, dalle sfide quotidiane alla gestione di situazioni di crisi, come emergenze mediche o problematiche organizzative, per verificare come ogni candidato reagisca e come gestisca l’equipaggio in scenari reali.

Le vostre rotte coprono alcune delle destinazioni più affascinanti del Mediterraneo. Quali sono le mete più richieste e quali quelle che consigliereste a chi cerca qualcosa di più esclusivo?

Le mete più richieste dai nostri clienti sono principalmente le Isole Baleari in Spagna, la Croazia, la Grecia, e le regioni del nord della Sardegna e della Sicilia, in particolare le Isole Eolie. Queste destinazioni sono molto popolari per la loro bellezza naturale e la varietà di esperienze che offrono.

Per chi cerca un’esperienza più esclusiva, consiglio senza dubbio la Corsica, che è un autentico gioiello del Mediterraneo, sia dal punto di vista del mare che del paesaggio terrestre. Tuttavia, la Corsica è una destinazione per chi cerca un’esperienza più impegnativa, in quanto le sue condizioni possono essere più difficili rispetto ad altre mete.

Anche una parte della Grecia, in particolare le isole al nord come le Sporadi, o le zone vicino alla Turchia, come il Dodecaneso, offrono una bellezza mozzafiato, ma con un’atmosfera più tranquilla e meno turistica. Un’altra meta esclusiva che consigliamo è la Turchia, in particolare la rotta dei Sette Capi, che si estende da Fethiye ad Antalya. Questa zona è un mix affascinante di natura selvaggia, rovine storiche e paesi pittoreschi, che la rende ideale per chi cerca un’esperienza autentica e unica.

Water Tribe propone sia vacanze per singoli viaggiatori che per gruppi. Qual è il profilo tipo di chi sceglie di partire con voi?

I profili dei viaggiatori singoli e dei gruppi sono molto differenti. I singoli viaggiatori, ad esempio, sono persone che richiedono un’assistenza continua in tutte le fasi del viaggio. Questi clienti prenotano un singolo posto in cabina su una barca, non l’intera imbarcazione, e hanno bisogno di consigli su come organizzarsi, dalla scelta dei mezzi di trasporto (aerei, trasferimenti) fino alla gestione della cambusa e dell’itinerario a bordo. Per loro, è fondamentale un supporto che li guidi passo dopo passo, dalla partenza fino all’imbarco.

Al contrario, i gruppi tendono a essere più autonomi, specialmente per quanto riguarda la parte centrale della crociera. Sebbene possano avere bisogno di indicazioni su come arrivare alla destinazione, sono molto più indipendenti nella pianificazione dell’itinerario, nella gestione della cambusa e nell’organizzazione delle attività durante la vacanza. Di solito hanno le idee chiare su come vogliono vivere la loro esperienza, anche se non necessariamente sulla destinazione specifica. L’approccio del gruppo è quindi più orientato ai ritmi e al tipo di vacanza che desiderano, piuttosto che a un percorso rigido.

Il mare è sinonimo di libertà, ma vivere su una barca implica anche regole di convivenza e organizzazione. Quali consigli dareste a chi parte per la prima volta per rendere al meglio questa esperienza?

I consigli che diamo ai nostri clienti sono innanzitutto sulla consapevolezza dei ritmi che queste vacanze richiedono. La barca, per quanto grande e ben accessoriata, è comunque un mezzo che comporta un compromesso rispetto al comfort abituale. 

Le barche moderne sono dotate di comfort che solo dieci anni fa erano impensabili, come generatori di corrente, climatizzatori e watermaker per creare acqua dolce a bordo. Tuttavia, gli spazi restano comunque contenuti. Quindi, è fondamentale essere consapevoli che queste vacanze sono dinamiche e sportive: la giornata inizia presto, ci si alza al mattino, si fa il bagno e si parte. 

Non sono vacanze per chi ama dormire fino a tardi o preferisce un ritmo rilassato. 

Un altro consiglio importante riguarda la flessibilità logistica: le barche sono grandi, ma comunque una sorta di “camper” galleggiante, e occorre sapersi adattare alle loro peculiarità. 

Infine, la vicinanza tra i membri dell’equipaggio è inevitabile, il che offre un’opportunità unica di socializzare e formare legami forti. Non è raro che gruppi di vacanza decidano di continuare la loro avventura anche in altre occasioni, come affittare una casa in montagna. Tuttavia, la prossimità impone anche grande tolleranza: bisogna rispettare gli altri, gli spazi comuni e l’ordine a bordo, poiché la barca richiede una gestione condivisa e armoniosa degli spazi.

Il settore del turismo esperienziale è in forte crescita. Quali pensate siano i motivi del successo delle vacanze in barca a vela e quali sono i trend futuri del settore?

Il turismo esperienziale è in forte crescita, e ormai da anni la vacanza in barca a vela rappresenta uno dei suoi formati più autentici. La barca stessa è un’esperienza unica: visitare più luoghi in una sola settimana, esplorare isole o spiagge raggiungibili solo via mare, e vivere queste avventure con un gruppo rende questa vacanza davvero speciale. La possibilità di aggiungere esperienze extra, come feste sulla spiaggia o visite ai paesi, rende tutto ancora più coinvolgente. La chiave del successo di questo tipo di vacanza è proprio la sua capacità di offrire un’esperienza completa in un tempo relativamente breve. Oggi, con la tendenza di avere viaggi più brevi ma più intensi, una settimana in barca a vela può offrire un mix di attività, natura, socialità e scoperta che altre vacanze non riescono a dare.

Guardando al futuro, il trend continuerà a crescere. Le vacanze di gruppo, e in particolare quelle in barca a vela, sono un’opportunità unica per socializzare e incontrare nuove persone. In un mondo sempre più connesso digitalmente ma separato fisicamente, la possibilità di condividere un’esperienza immersiva e realizzare legami autentici è più ricercata che mai. La socialità che queste vacanze offrono sarà uno degli aspetti centrali del futuro del settore.

Come azienda vi occupate esclusivamente dell’organizzazione di vacanze in barca a vela o avete altri servizi di cui vorrebbe parlare?

Il 90% delle attività di Water Tribe si svolge su acqua, sia su lago che su mare. Il nostro focus principale è l’organizzazione di vacanze in barca a vela, un’attività che rappresenta il 60% del nostro business. Un altro 20% riguarda il charter, ovvero la locazione di imbarcazioni a vela, dove offriamo il noleggio della barca insieme a skipper e hostess, con itinerari consigliati, ma senza un gruppo predefinito: i clienti formano il proprio gruppo. Inoltre, organizziamo corsi di formazione per lo staff, sempre in barca a vela, che costituiscono il 10-15% della nostra offerta.

Abbiamo anche una piccola percentuale di eventi aziendali in barca a vela, che rappresentano circa il 5-10% del nostro business. In aggiunta, una volta o due l’anno, proponiamo attività complementari per i nostri clienti più sportivi e dinamici, come viaggi in jeep nel deserto o weekend avventurosi nelle Alpi Svizzere. Queste esperienze sono pensate per consolidare la nostra community di clienti affezionati e offrire loro nuove modalità di avventura.

Se doveste descrivere l’essenza di una vacanza con Water Tribe in tre parole, quali sarebbero e perché?

Se dovessi riassumere l’essenza di una vacanza con Water Tribe in tre parole, direi divertente, dinamica, indimenticabile

Perché? Perché si tratta di vacanze in cui il divertimento è sempre al centro. Non sono vacanze culturali, ma esperienze di gruppo dove si socializza e si vive un’atmosfera unica, spesso lontano dai canoni sociali tradizionali. Non si sa mai chi sia il proprio compagno di stanza – un dirigente di banca o un giardiniere – e questa libertà crea un ambiente informale e spensierato. 

Le vacanze sono dinamiche grazie alla connessione con la natura, lo sport e il movimento: immagina di svegliarti in una baia incontaminata, tuffarti in acqua prima di colazione, circondato da pesci. 

Infine, sono indimenticabili perché la coesione del gruppo e la possibilità di esplorare luoghi straordinari fanno sì che ogni momento sia unico, difficile da replicare. Una combinazione perfetta di adventure travel e esperienze irripetibili, come addormentarsi sotto una volta di stelle su un’isola deserta o svegliarsi all’alba per vedere i pescatori al lavoro.

Concludiamo questa chiacchierata con un invito: se siete alla ricerca di un’esperienza che unisca avventura, relax e connessione autentica con la natura e con gli altri, Water Tribe è il posto giusto per voi. Un viaggio che non si dimentica, ma che si porta nel cuore per sempre.

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