A cura di Michael McCartan, VP EMEA, IDeaS Revenue Solutions
Per molti anni, il settore alberghiero ha operato con l’idea che le piattaforme tecnologiche tutto-in-uno rappresentassero la via più semplice per ottenere una piena coesione operativa. La promessa di un unico fornitore, una piattaforma unificata e una riduzione del carico amministrativo hanno da sempre attratto i team sotto pressione, con risorse limitate e la necessità di mantenere coerenza. È quindi comprensibile che molti operatori abbiano finito per associarela consolidazione al controllo.
Lo studio più recente di Stayntouch, NYU e IDeaS indica che questa convinzione sta iniziando a cambiare. La ricerca evidenzia un cambiamento graduale ma significativo nelle opinioni degli operatori: quasi un utente su tre di piattaforme tutto-in-uno intende, entro uno o due anni, passare a un ambiente di soluzioni di eccellenza integrate “Best‑in‑class” (RMS, PMS, CRS, ecc.), mentre solo il 14% degli utenti best‑in‑class prevede di percorrere la strada inversa.
I punteggi di soddisfazione confermano questa tendenza. Gli utenti di piattaforme best-in-class riportano risultati superiori in termini di PMS, RMS e nelle performance operative complessive, e risultano significativamente meno propensi a considerare una sostituzione. Sebbene lo studio non suggerisca un rifiuto totale delle piattaforme tutto-in-uno, mette in luce una rivalutazione attenta del bilanciamento tra semplicità e livello di funzionalità necessario a supportare obiettivi commerciali più avanzati.
I risultati mostrano che le piattaforme tutto-in-uno continuano adessere una soluzione valida, soprattutto per le strutture di dimensioni più contenute, con esigenze operative e di revenue relativamente semplici. Molte organizzazioni scelgono sistemi unificati perché rappresentano un punto di ingresso gestibile: la formazione risulta relativamente semplice, l’implementazione richiede uno sforzo limitato e la struttura complessiva è adeguata alla dimensione del team. Per queste realtà, la stabilità operativa viene spesso privilegiata rispetto ad un’ambizione tecnologica più ampia.
Le aspettative e le esigenze in materia di tecnologia alberghiera sono fortemente influenzate dalla dimensione della struttura. Lo studio evidenzia come gli hotel di maggiori dimensioni mostrino una chiara preferenza per le soluzioni best-in-class, spinta dalla necessità di funzionalità più avanzate, di un maggiore controllo sulle configurazioni e della possibilità di integrare strumenti specialistici a supporto di processi decisionali commerciali più evoluti. Ciò che inizialmente nasce come una ricerca di semplicità si trasforma gradualmente in un’esigenza di capacità operative sempre più sofisticate.
La questione più ampia riguarda le implicazioni per la futura strategia tecnologica. Il passaggio verso le soluzioni best-in-class riflette un crescente riconoscimento che l’evoluzione della gestione commerciale richiede strumenti più sofisticati. Gli hotel cercano strumenti che offrano una chiara interpretazione dei dati, supportino decisioni più efficaci e rispondano rapidamente alle variazioni della domanda. Allo stesso tempo, desiderano soluzioni capaci di crescere insieme al business, invece di piattaforme da sostituire ogni volta che l’organizzazione evolve.
Per i fornitori di tecnologia, il messaggio è chiaro: gli operatori non considerano più la facilità d’uso e la precisione commerciale come obiettivi in contrasto. Il mercato richiede soluzioni in grado di coniugare semplicità, profondità funzionale e interoperabilità affidabile. La prossima
generazione di piattaforme dovrà dimostrare solidità tecnica e capacità di operare efficacemente all’interno di ecosistemi più ampi, valorizzando chiarezza, flessibilità e precisione.
In questo contesto, l’evoluzione dell’intelligenza artificiale suggerisce che tali convinzioni potrebbero cambiare. L’ultimo rapporto H2C mostra una rapida adozione dell’IA, accompagnata però da una direzione strategica ancora limitata e da problemi persistenti legati ai dati. Il 78% delle catene alberghiere utilizza già l’IA e l’89% prevede di implementare ulteriori applicazioni nei prossimi 12-24 mesi; tuttavia, molte realtà non dispongono ancora di una roadmap chiara su come questi strumenti sosterranno la strategia commerciale e tecnologica complessiva. Ciò ha limitato l’impatto degli strumenti più avanzati e consolidato l’idea che le soluzioni best-in-class siano principalmente adatte a strutture più grandi e mature.
L’Agentic AI potrebbe cambiare significativamente questo scenario. Combinando modelli di IA matematica consolidata con capacità interpretativa e decisionale, può semplificare la configurazione, ridurre la dipendenza da competenze specialistiche o amplificarne l’efficacia, permettendo risposte commerciali più rapide. In pratica, ciò rende le soluzioni best-in-class più accessibili anche a team più piccoli.
La questione strategica per gli operatori si sta ampliando: non riguarda più solo la scelta tra consolidamento e modularità, ma l’individuazione dei partner in grado di applicare l’IA preservando chiarezza, supportando decisioni e favorendo la maturità commerciale continua. Con l’IA in grado di ridurre la complessità operativa, le soluzioni best-in-class diventeranno un’opzione concreta per un numero sempre più ampio di strutture. È il momento per gli albergatori di valutare il proprio stack tecnologico, mettere in discussione le convinzioni sulla convenienza delle piattaforme tutto-in-uno e assicurarsi che gli investimenti futuri supportino il pieno potenziale commerciale.
