Articolo di Giuseppe Treffiletti Nel corso degli ultimi anni è diventato sempre più imprescindibile il legame fra il prodotto agroalimentare e il suo terroir, quasi una simbiosi che permette di evocare il luogo d’origine attraverso l’unicità qualitativa ed organolettica del prodotto autoctono. Delle vere e proprie campagne pubblicitarie mirate a suscitare, direttamente o indirettamente, nel consumatore-degustatore, il desiderio di intraprendere dei viaggi nei terroir di produzione. Un ulteriore esempio di interazione sinestetica fra prodotto e terroir, lo si trova navigando tra le pagine web del Canberra District Wine Industry Association, dove in un’immagine vengono raffigurate delle bottiglie reclinate che con le loro forme vanno a disegnare e ad anticipare in maniera quasi simmetrica un verde paesaggio collinare. Ad arricchire l’immagine, uno slogan che recita “Wine with diversity in variety and style found nowhere else. Wine that is Liquid Geography.” Attraverso la liquidità del vino si vuol sottolineare e riassumere l’unicità di quel territorio; diventa dunque portavoce di un senso fortemente identitario in quanto attraverso una bottiglia si cerca di veicolare i tratti distintivi dei significati di un terroir che da concetto prettamente agronomico si fa più ampio fino a diventare portatore di valori unici trasformandosi in un “terroir culturale”….
LA FORTUNA DI NASCERE IN ITALIA
A cura di Gianluigi Piazza - Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, ha trasformato la biodiversità italiana in un marchio globale. Un esempio di come identità territoriale e conservazione della natura…
