Un albergo molto particolare: Fish Eagle Point Bei Tanga (Tanzania)

Un albergo molto particolare: Fish Eagle Point Bei Tanga (Tanzania)

di Michael Schlicht

Una conversazione con il direttore Simon Attwell

L’hotel si trova a 10 km dalla strada principale che collega la Tanzania al Kenya, su una bellissima, isolata spiaggia dell’Oceano Indiano. La nostra conversazione si è svolta sul ponte-pontone, la cui ultima parte forma una specie di terrazza sull’acqua, dove si può anche pranzare.

 

Simon, puoi dirmi come è iniziato tutto questo?

Tutto è iniziato con mio padre che ha deciso che gli sarebbe piaciuto vivere sull’oceano per andare a pesca. L’idea di fondo era quella di creare un piccolo luogo autosufficiente che non dipendesse dalla rete elettrica, perché a quei tempi la luce, l’acqua ecc. non arrivavano nelle zone più remote. E ancora oggi non ci arrivano. Lui ha cercato dappertutto, compreso Zanzibar e Pember, cercando di trovare un posto con una spiaggia tranquilla e dove non ci fosse nessuno nelle vicinanze. Ma tutti i posti visitati avevano una cosa in comune: spiagge dove papà intuiva che, probabilmente, in pochi anni sarebbero sorti molti hotel. Non si è arreso e ha continuato a cercare finché alla fine si è imbattuto nella piccola spiaggia che è Fish Eagle Point. Il luogo  era assolutamente perfetto: le insenature segrete con la foresta, estremamente difficile da raggiungere, talvolta addirittura solo in barca. Non c’era nulla, a parte alcuni piccoli villaggi di pescatori nel bush. 

Molto rapidamente ci siamo resi conto che non era possibile vivere in questo luogo remoto senza avere una qualche forma di reddito, perché portare acqua, cibo, ecc. sarebbe stato piuttosto costoso. Così abbiamo deciso di costruire un paio di cottage. L’idea era che il denaro generato da un paio di cottage sarebbe stato sufficiente a sostenere il semplice tenore di vita che conducevamo. Poi il progetto si è sviluppato e prima che ce ne accorgessimo avevamo nove cottage, un’area ristorante/bar, un paio di barche e un campeggio. 

 

In questo momento arriva anche la compagna di Simon, la quale mi ispira la seguente domanda:  Puoi darmi qualche informazione personale e professionale sulla tua persona/famiglia?


Siamo un’azienda familiare, gestita principalmente da me, mio padre, mia madre e la  mia fidanzata. Il lodge ha aperto le sue porte nel 2008 e facciamo del nostro meglio per essere un vero hotel. Non abbiamo ancora una reception e stiamo ancora imparando. Papà ha passato molto tempo nei parchi nazionali come ranger in Zimbabwe dove siamo nati tutti noi.  Quando ci siamo trasferiti in Tanzania ha costruito alcuni  campi nel bush  e mia madre ha avviato un piccolo bed and breakfast ad Arusha. Si chiama Outpost Lodge, è stato il primo bed and breakfast ad Arusha. Era abbastanza conosciuto perché era formalmente la casa di famiglia al Serengeti National Park.

Pensando al nostro arrivo in questo luogo remoto e alla vista del nostro bungalow senza muri né finestre, chiedo a Simon: Come reagiscono normalmente le persone quando vedono le camere/bungalow?

Di solito molto positivamente, anche perché ci assicuriamo che tutti abbiano una buona idea di cosa devono aspettarsi. Ma di tanto in tanto qualcuno  si dimostra un po’ spaventato. Soprattutto gli ospiti che sono abituati a 4 pareti, aria condizionata ed a tutti i comforts. Generalmente la maggior parte di queste persone supera lo shock iniziale a mano a  mano che si adatta all’ambiente ed alla fine  ammette che anche se all’inizio è rimasta scioccata nel vedere quanto tutto sia aperto, in seguito la loro esperienza è stata incredibile. Tuttavia ci sono sempre uno o due persone all’anno che non riescono a superare lo shock iniziale e lasciano il lodge. 



Simon, i nostri lettori sono certamente diventati molto curiosi dopo queste parole e vogliono saperne ancora di più. Mi puoi dire allora cosa offre in particolare il tuo hotel agli ospiti?

Abbiamo una vasta gamma di attività  da proporre: pesca d’altura, immersioni subacquee, nuotate nella piscina di roccia, spedizioni nelle mangrovie, gite in kayak, snorkeling, gite sulle isole di sabbia, gite in barca alle rovine del forte della prima guerra mondiale, passeggiate nella comunità, birdwatching, hot dog tubing per i bambini, uscite in mare con il pescatore in cerca  di polpi per la cena,etc… C’è solo imbarazzo della scelta!



Hai menzionato prima che avete anche un altro piccolo hotel ad Arusha, l’ingresso principale per vedere il Parco Nazionale del Serengeti. Puoi darci qualche informazione in più su questo? 


Il nostro hotel ad Arusha si chiama tradotto L’avamposto. Si tratta di un bed and breakfast molto semplice che si rivolge a persone che cercano l’ avventura e che stanno per recarsi in safari nei vari parchi nazionali che si trovano a poca distanza come il Serengeti, il Manyara National Park, il Gora Gora cratere, il Kilimanjaro, ecc. E più lontano si trova anche Ruaha, il secondo parco nazionale più grande dell’Africa, un posto assolutamente da non perdere.



Cosa possono/devono aspettarsi gli ospiti quando soggiornano al Fish Eagle Point? 

Se venite qui per rilassarvi o per fare molte attività, una cosa è certa: è inevitabile immergersi nella natura. Grazie allo stile aperto dei bungalow,  si è complici del modo in cui le maree e le stagioni dettano le attività. Non si può fare a meno di sentirsi in sintonia con la natura già dopo una sola giornata. È un ottimo posto per riconnettersi con se stessi e con quelli che sono con voi. Abbiamo notato che molti che vengono da vite impegnate cercano all’inizio cose moderne come il segnale del telefono, il Wi-Fi, i punti di ricarica e così via. Parliamoci chiaro, il wi-fi c’è, ma non dappertutto e non sempre. Col passare dei giorni, osserviamo che le persone guardano meno i telefoni e più le persone con cui si trovano. Cominciano ad avere conversazioni più lunghe e più impegnative. E’ sempre interessante vedere per quanto tempo la gente rimane a tavola dopo aver finito il pasto, semplicemente perché è impegnata in una buona conversazione. Trovo che questo non  avvenga più nelle città e in altri luoghi, ma in qualche modo la magia di questo posto fa emergere il desiderio di voler connettersi con chi ci circonda. 



Quando ho questo tipo di conversazioni, sono sempre molto curioso di sentire aneddoti ed  esperienze speciali dalla mia controparte. Mi puoi dire qual è stata la cosa più strana che ti è capitata qui?

Ah, qui c’è l’imbarazzo della scelta! Per esempio un giorno, con un tempo estremamente rigido, una donna e un uomo russi sono arrivati alla baia sulla barca più piccola che abbiamo mai visto in vita nostra. Questi due pazzi piccioncini stavano andando a Zanzibar dal Kenya con il tempo più brutto mai vissuto nel corso di questo mese. Erano sorpresi di trovarci in mezzo al nulla perché non eravamo su nessuna delle mappe. Avevano solo cercato rifugio nella baia perché avevano bisogno di scappare dal vento e dalle onde e sono stati felicissimi di trovarci!! Abbiamo condiviso una cena molto abbondante e ci siamo raccontati delle storie prima che ripartissero il giorno dopo per Zanzibar. Mia madre ride sempre quando ricorda questa minuscola barca dove dalla prua esce questa splendida bellezza russa. Un momento strano, molto surreale, considerando che il lodge non aveva avuto ospiti per più di una settimana, il mare era pazzescamente agitato, e non aspettavamo nessuno.

Poi c’è quella storia che mi è appena venuta in mente che è capitata di recente. Nella foresta intorno a noi abbiamo iniziato ad allevare api. Non so se sapete che le api africane sono fino a 10 volte più aggressive delle api europee. Sono feroci! Ma nonostante le molte volte che papà è stato punto, sembra ancora amarle molto e ha fornito loro le più belle arnie come casa. Un giorno è andato a controllare gli alveari e per qualche motivo le api erano più agitate degli altri giorni e prima di rendersene conto è stato inseguito da un enorme sciame. Non riusciva a scrollarselo di dosso e si stava facendo pungere dappertutto, così saltò sulla moto e cominciò a risalire la strada. Nello stesso momento stava arrivando qualcuno in bicicletta. Era il nostro collaboratore che girato l’angolo, ha visto papà sulla moto che urlava” salvati”, seguito da una grande nuvola arrabbiata di api africane. E’ stata una situazione divertentissima: lui e il membro dello staff si sono lanciati lungo la strada gridando salvatevi, correte per la vostra vita, mentre venivano inseguiti da questo sciame di api. Tutti quelli che incontravano si tuffavano nei cespugli e correvano nella foresta facendo il possibile per scappare!



Simon, è stata veramente una chiacchierata interessantissima e anche molto divertente. Ci puoi dare ancora qualche ultima informazione o “dritta”?

Una cosa interessante di questo lodge è che facciamo un tipo di pesca molto speciale chiamato jigging. Significa che catturiamo specie che a volte sono molto rare qui in Tanzania. Ma siccome siamo un eco-lodge, teniamo solo un paio di pesci per la cucina, ma gli altri li rilasciamo. Spesso catturiamo pesci dall’aspetto molto strano, e anche se conosciamo la maggior parte di loro, ogni tanto non ne siamo così sicuri. Poiché peschiamo in acque profonde, abbiamo avuto pesci che vivono a più di 250m di profondità. Potete immaginare che a 250 m non c’è luce e i pesci che arrivano possono avere un aspetto molto strano. Ma naturalmente ci sono anche i pesci normali, e tra loro, i nostri preferiti come il tonno, il red snapper o il dorado.

E poi si, ho ancora un ultimo consiglio: Portatevi un paio di scarpe da scogliera o crocs. Anche  delle vecchie scarpe, non importa se sono un po’ rovinate. Sono ottime per camminare lungo le piscine di roccia e nelle grotte che si trovano lungo le baie. E un grande asciugamano. Noi li forniamo, ma non ce ne sono mai abbastanza. E poi le solite cose: come cappelli, crema solare ecc ecc



Questa intervista ha avuto luogo nel febbraio 2020, poco prima dello scoppio della pandemia di Covid. Nel novembre 2021, ho contattato di nuovo Simon e gli ho chiesto un aggiornamento- e questa è la sua risposta:

Viaggiare in Tanzania è molto facile. Il governo non ha mai bloccato il paese, non abbiamo mai dovuto provare nulla, come vaccini o cose del genere. Ora stanno chiedendo, credo, un certificato PCR, ma penso che abbia più a che fare con le compagnie aeree che con la Tanzania stessa. Ottenere un test PCR e un test rapido negli ospedali locali in Tanzania con certificato è abbastanza facile, basta prenotare e pagare online.



Link YouTube per farsi una idea: https://youtu.be/D8GCgbiKx6Y 

Per ulteriori informazioni contattare in Italia: Michael Schlicht (michaelschlicht51@gmail.com)