barche a vela

Turismo nautico: il boom della vela, dopo il primo lockdown

di Aldo Lavezzo

Turismo nautico, un lato del turismo ancora poco rappresentato ma che ha vissuto il boom della vela durante la scorsa estate. Quale potrebbe quindi essere lo scenario della stagione estiva 2021?



Per il turismo, il 2020 sarà ricordato come un anno decisamente da dimenticare. Forse è l’occasione per rivedere alcune dinamiche, tra domanda, offerta e servizi dedicati, all’interno di tutta l’economia del turismo o anche solo della cosiddetta “blue economy”, come lo è stato ad esempio il boom della vela dopo il primo lockdown. 

 

Nel comparto del turismo convivono diverse categorie compresa la nautica, che seppur non sia stata ancora completamente “digerita” dalle associazioni di rappresentanza e dal Governo stesso, le accomuna comunque un indotto che ha avuto in generale perdite fino al 70%, messe in ginocchio dalle logiche restrittive imposte dalle normative per gestire l’ondata pandemica.

 

La conseguenza di questa situazione è stato un atteggiamento più prudente da parte degli utenti decisi comunque a viaggiare, sia via terra che via mare. Chi ha potuto, visto che l’indotto è alimentato anche dalla capacità di spesa dell’utenza finale. 

 

Il distanziamento sociale tanto invocato, ha caratterizzato gran parte delle vacanze 2020 e continuerà a farlo a quanto pare anche nel 2021. Confidando si spera, in un atteggiamento più responsabile.

 

Un approccio Blu dunque, che unito a quello “Green” renderà l’economia del turismo più sostenibile? 

 

Speriamo di sì, anche se forse non è stata solo questa la motivazione di chi ha scelto ad esempio di “prendere il largo” per le vacanze. Una scelta però che la scorsa estate ha avuto comunque un incremento del 40% rispetto l’anno precedente, per cui da prendere in considerazione. Solo di italiani però ahimè, visto il drastico calo di stranieri dovuto principalmente al periodo “contagioso”. Quelli cioè che solitamente alzano il PIL con le loro mance, i loro acquisti e non solo durante il periodo estivo. Per cui i risultati potrebbero essere anche più incoraggianti nel futuro, se non fosse percepita dal mercato italiano come una conditio momentanea. 

 

E’ quanto dichiara Dream Yacht Charter, che con le sue 60 destinazioni nel mondo (tra cui anche l’Italia) e oltre 1250 barche in navigazione in ogni mare, è uno degli operatori charter più grossi al mondo e dunque, assieme ai tanti operatori presenti, rappresentante di una buona visione di questo mercato.

 

Il comparto del turismo nautico in epoca Covid.

Secondo Volagratis.com, l’estate 2020 ha avuto genericamente un calo di prenotazioni del 45% rispetto l’anno precedente, assieme ad un cambiamento sostanziale del modo di viaggiare e alla scelta scrupolosa delle persone con cui spostarsi. E le famiglie sono state sostanzialmente quelle più attente a questo aspetto, che hanno dunque scelto la vacanza in barca a vela e che con i piccoli gruppi di amici, rappresentano ora la nicchia di chi ha preferito una barca a vela o un catamarano, piuttosto che una casa in affitto con giardino (secondo i dati, tra le più richieste per le vacanze a terra).

 

La vela dunque diventa una valida alternativa per andare alla scoperta degli oltre 8000 km di coste della nostra penisola. Dal Tirreno alle coste Adriatiche, queste ultime scelte anche come base di partenza per spostarsi in Croazia, dall’Istria alla Dalmazia e oltre, fino alla Grecia Ionica. Zone sempre molto battute dal popolo del mare, che decide anche di imbarcarsi direttamente in quelle zone (meno però degli anni precedenti) seppur quest’anno con non poca ansia, visti i controlli sanitari effettuati e la poca certezza di dove trascorrere l’eventuale quarantena.

 

A tal proposito, in Italia si è molto dibattuto tra le società di charter su come allinearsi ai presidi medici imposti da Assonautica, dall’ISS e dai vari DPCM che da marzo in poi ci hanno tenuto compagnia nei momenti di “fermo forzato” e che il blog saidisale.com con le sue dirette Facebook, ha cercato di rilevare coinvolgendo per parlarne diversi operatori nazionali, compreso Dream Yacht Charter. 

 

Sono emerse procedure ben precise, fuori e dentro la barca, che sono poi rientrate nelle normali formalità d’imbarco, con trattamenti di sanificazione che hanno preso in esame l’ozono, la vaporizzazione di ossigeno e alcool, gel e disinfettanti di ogni natura e tipo, messi a disposizione per garantire la tutela della salute di chi sarebbe salito a bordo. 

 

Così come d’altronde ha dovuto fare ogni attività commerciale, nonostante poi subire nuove restrizioni. Tutto ciò ha generato ovviamente non poche polemiche e difficoltà, con nuove opportunità di guadagno (in alcuni casi anche immotivato) ed evidenti perdite oggettive invece per altri. Ma nel mezzo, un bel passo avanti nella gestione responsabile di un settore finalmente in ri-evoluzione, come quello del turismo nautico appunto.

 

Se da un lato dunque e nonostante tutto, le piccole società/associazioni hanno avuto il loro tornaconto potendo far lavorare in qualche modo (più o meno creativo) le barche armatoriali gestite direttamente dall’armatore stesso (dunque in linea di massima con un contenimento dei costi), dall’altro lato un po’ meno soddisfatte sono state le grosse società e tour operator. 

 

Queste hanno dovuto rimescolare le carte in più occasioni, ritrovandosi con flotte di barche allocate ad inizio anno e anche prima (dunque con capitali fermi da ricapitalizzare) e prenotazioni ridotte ai minimi termini, assieme a conti che non tornavano e alla speranza lo facessero invece i loro clienti, ormai per la stagione estiva 2021.

 

Turismo 2021: su cosa si può puntare?

Famiglie (anche multigenerazionali) e gruppi molto intimi di amici o parenti, che sono stati quindi e saranno, la tendenza anche per il 2021, con un’attenzione maggiore però al prezzo (ciò che dichiara il 71% degli italiani), assieme alla scelta del “tempo” entro il quale organizzare un viaggio. 

 

E’ ciò che dichiara booking.com e Federturismo, che confermano la volontà di quasi metà degli italiani di partire nel breve termine, piuttosto che risparmiare per un viaggio che non si sa se e come si potrà fare.

 

Si ritorna a parlare quindi di “last minute” ma soprattutto si comincia a sentire termini come “staycation” (vacanze in casa), che tradotto in numeri significa un 54% di italiani che nel 2020 hanno deciso di rimanere entro i confini nazionali, privilegiando spostamenti in treno ed auto. Molto in linea dunque con quanto assistito per il turismo nautico, preso d’assalto tra luglio e agosto per concedersi quel po’ di relax, lontano da qualsiasi rischio di contagio. Cosa che verosimilmente dunque accadrà anche nel 2021.

 

Il turismo diventa consapevole, sostenibile ed esperenziale. E’ ciò che ha affermato in un articolo de Il Sole24ore Cabrera, CEO di Lonley Planet. Ma soprattutto, la paura principale sarà quella di “restare bloccati”. E’ ciò che invece sottolinea Alexander Göransson, analista di Euromonitor International che, assieme ai rilevamenti effettuati dall’osservatorio Outdoor di Human Company, caratterizzerà la scelta futura delle persone verso soluzioni dove l’aria aperta sarà elemento determinante. Una soluzione cioè, sicura e “anti-covid”. 

 

Potrebbe quindi rispecchiare una volontà e una tendenza della “nuova generazione di amanti della vela” venutasi a creare nel corso dell’estate 2020? 

Che dire, per il settore non sarebbe niente male. Il turismo nautico avrebbe decisamente bisogno delle dovute attenzioni da parte anche delle istituzioni, con una serie di regolamentazioni efficaci però, affinché possa entrare finalmente a pieno titolo nel comparto del turismo, di cui innegabilmente fa parte.

Dopo tutto quale scelta migliore potrebbe essere fatta in virtù della sostenibilità? Si sceglie una destinazione lontana da terra ma anche vicini a casa, dove oggettivamente si mantengono le distanze dalla massa ma vicini al valore “naturale” di una scelta di principio come questa.

 

Punti di vista certo, da tenere presente comunque, per la sostenibilità di un nostro prossimo futuro.