ROBOT? NO, CONCIERGE UMANO!

Articolo di Bernie Gallotta   Se è vero che l’industria robotica appare come uno dei settori legati alla tecnologia maggiormente in espansione, è altrettanto vero che tra i potenziali ambiti in cui potrà trovare applicazione si include anche il mondo dell’hotellerie. Già nel giugno 2015 Marriot aveva mostrato il primo robot umanoide di un albergo europeo in grado di effettuare il check-in in 19 lingue diverse. Prima ancora, nel 2013 un hotel cinese era stato tra i precursori nell’utilizzo di robot per le mansioni meno qualificate e più ripetitive con un notevole abbattimento dei costi e quindi dei prezzi praticati alla clientela, e una conseguente spinta al mercato dell’intelligenza artificiale. Ed è proprio nella direzione di una sostituzione “robotica” dei servizi più meccanici e impersonali che si è mosso anche il settore alberghiero: secondo uno studio McKinsey, quasi la metà delle ore lavorative dello staff alberghiero è dedicata ad attività ripetitive e prevedibili, il 94% della quale può essere facilmente automatizzato. Lungi dal voler eliminare del tutto la presenza umana, la tendenza sembra essere quindi quella di ridurla e semmai specializzarsi in mansioni a cui si riconosce un maggior valore. Al piccolo androide sarà così possibile chiedere informazioni sull’orario di…

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