Articolo di Antonello Lanzellotto Era il mio viaggio. Avevo rimandato più di una volta la mia partenza per Papua Nuova Guinea, ma ora era il momento giusto. Il volo durava molte ore, prima lo scalo a Francoforte, poi a Singapore, a Port Moresby e finalmente Goroka dove ai primi di settembre si sarebbe svolto l’annuale Sing-Sing. In questa isola remota, seconda per grandezza solo alla Groenlandia, si parlano oltre 700 lingue diverse, risultato di una conformazione geografica che non facilita il contatto tra le varie culture. Papua è attraversata infatti da una catena montuosa che raggiunge i 4.000 metri e crea i confini naturali tra le vallate e gli altopiani, la foresta impenetrabile e una accessibilità interna limitata ai corsi fluviali hanno fatto il resto. L’isola fu battezzata dall’esploratore spagnolo Inigo Ortiz de Retes che vi approdò nel 1545 senza aver capito di essere arrivato fino in Oceania e che trovandosi al cospetto di popolazioni dalla pelle scura, simile a quella degli abitanti della Guinea africana, pensò di chiamarla Nuova Guinea, dando vita a questo malinteso. Il nome Papua venne invece aggiunto dai primi commercianti portoghesi che, facendo riferimento alla capigliatura crespa del principale gruppo etnico, presero in prestito la…
PASSIONE IN MOVIMENTO: COME IL TURISMO SPORTIVO EMERGE NELLE ROTTE DEL VIAGGIARE.
A cura di Paolo Casetti - Il turismo sportivo è cresciuto da nicchia a pilastro dell'industria globale dei viaggi. In Italia genera oltre 9 miliardi di euro annui, con turisti…
