Articolo Lourdes

LOURDES, GRANDE META EUROPEA DI PELLEGRINAGGI IN CRISI.

COME SARANNO I PELLEGRINAGGI FUTURI ?

di Tiziano Sguazzotti

Lourdes,  piccola cittadina francese,  situata nel dipartimento degli alti Pirenei, nella regione  dell’Occitania  con soli 14.361 abitanti,  paragonabile a una provincia dell’hinterland milanese, assunse grande notorietà in Francia e all’estero a seguito delle apparizioni mariane di cui sarebbe stata spettatrice la giovane contadina Bernardette Soubirous, poi canonizzata. Nei decenni successivi, la città  oltre a subire una ristrutturazione importante, divenne una delle più importanti mete di pellegrinaggi e turismo religioso, non solo pellegrini, ma anche turisti affascinati dalla bellezza  della cittadina e dalla bellezza dei vicini Pirenei. Tale flusso ha convertito Lourdes nel secondo centro turistico di Francia.  Nel  2.011 la città è divenuta anche la seconda località con più capienza  ricettiva di Francia, sempre dopo Parigi. Dato enorme se si confronta la capitale con una piccolo paese di provincia. Indotto importante per l’ economia della cittadina ma anche per l’intera nazione.  E’  un ‘esempio di turismo religioso esperienziale  lampante con un flusso di turisti-pellegrini   annuale  inimmaginabile  (milioni). Ora causa Covid-pandemia, sta vivendo un momento particolare , non solo il paese e il santuario,  ma anche i principali operatori del settore  di questa nicchia particolare,  che è il turismo religioso. Quali sono le tendenze in atto ?? cosa si sta facendo ?? Certo è difficile fare previsioni, programmare, ciò che si può fare oggi, domani non è possibile, le regole sono in continua evoluzione e oltretutto cambiano da nazione a nazione, occorrerebbe  una lampada magica per riuscire a fare un minimo di previsioni, si naviga nel buio per non dire nella tempesta.  L’ agenzia per cui lavoro, aveva confermato in ottobre un pullman   con molta fatica,  annullato il giorno dopo,  causa obbligatorietà in Francia, di tamponi e quarantena mentre  ora c’è in essere  un volo speciale  (charter) per febbraio in occasione dell’anniversario della prima apparizione tenuto in bilico con molta fatica e molta insicurezza.

Tra i mercati Europei,  l’Italia resta il mercato più importante con il 21% delle notti seguito dalla Spagna, mentre per quanto riguarda il mercato extra europeo sono gli Usa con il 2,9%. La durata media dei soggiorni in hotels resta la medesima da 20 anni: con 2,9 notti di media per quanto riguarda gli europei, più bassa quella degli extra europei con una media di 1,5 notti.

La cittadina aveva già vissuto negli ultimi anni momenti di crisi con l’esondazione del fiume Gave, ottobre 2012 e giugno 2013 con notevoli danni economici sia per l’hotellerie che per il santuario, che ha chiuso per la prima volta quest’anno, cosa che non era mai accaduta. Dal 17 marzo scorso, data di inizio dell’isolamento, diaconi, religiosi e sacerdoti, si sono succeduti alla grotta, dalla mattina alla sera, a pregare per tutto il mondo. Da maggio a ottobre parziale riapertura con numeri contingentati. 90% degli hotels, negozi, ristoranti attorno al recinto del santuario chiusi, sembra questa parte del paese, una città fantasma.  Lourdes è praticamente divisa in due, in alto la cittadina vera e propria,  in basso, collegata da boulevard de la Grotte il recinto del santuario e l’ hotellerie, tagliati in due dal fiume Gave. Catene charters tutte annullate, danno economico esorbitante sull’economia turistica, in quanti riapriranno ?. Piscine, ospedali per alloggio ammalati Accueil Saint Frai e Notre Dame chiusi e non si sa quando riapriranno, ma soprattutto con quali modalità ?  Al momento vengono utilizzati in parte per dare alloggio ai clochards della zona. Celebrazioni Eucaristiche: processione, messa internazionale, messa alla grotta dove partecipavano migliaia di persone ora tutto contingentato, inoltre i grossi pellegrinaggi come quelli nazionali dell’Unitalsi, Oftal, diocesani e militari ci saranno ancora ? Piccolo, timido riavvio tra agosto e ottobre ma poi nuovo lockdwon. Per il momento celebrazioni virtuali sul web tra cui il primo pellegrinaggio virtuale organizzato il 16 luglio in occasione dell’anniversario dell’ultima apparizione. Tutto molto bello, ma le dirette on line non portano grandi soldi, i fedeli sul web ci sono e ci saranno ancora ma tutto il resto ?? In ogni caso, sempre che passi la pandemia, penso sia un mercato da ricostruire, già in netto calo rispetto agli anni 2.000, dovuto al genere di tipologia della clientela composta essenzialmente dai cosiddetti baby boom, che invecchia, e non ci sono grosse basi di ricambio con le nuove generazioni, che hanno   tendenze diverse. 

La pandemia sta mettendo a dura prova tutto il settore  del turismo religioso e dei pellegrinaggi ma occorre imparare a convivere con questa incertezza e dal 2 novembre tutti i sacerdoti, e i religiosi hanno ripreso a pregare davanti alla grotta e portare le intenzioni che arrivano da ogni parte del pianeta. La stagione in corso dei pellegrinaggi e la prossima, quasi sicuramente, sarà senza dubbio da dimenticare. Come da interviste con i rappresentanti e i sacerdoti del santuario, Lourdes non è rimasta totalmente vuota tra maggio e ottobre, hanno stimano un’affluenza di circa 800.00 mila persone, grazie a dei contatori appostati all’ingresso del recinto. Si tratta non di pellegrini  organizzati ma di visitatori che si sono trattenuti solo per qualche ora. Questa affluenza sino ad oggi ignorata,  è venuta a galla in questa occasione, ed ha spinto a  riflettere su questa nuova tipologia di clientela. Se ci pensiamo bene,  è un tipo di pellegrino già conosciuto, quello del  mordi e fuggi, che sino a qualche tempo fa evocava parecchio successo (vedi voli speciali giornalieri). Che sia un ritorno ? Malati tra maggio e ottobre pochissimi, e come sottolinea, in una recente lettera, inviata a tutte le organizzazioni e direttori dei pellegrinaggi a Lourdes, Msg Olivier Ribadeau rettore del Santuario di Lourdes,  che occorre  ripensare all’accoglienza dei malati a Lourdes. Nuovi requisiti sanitari occorreranno e  saranno sicuramente una necessità, se non una priorità. Forse si dovrà offrire accoglienza a una tipologia di ammalati che fino ad ora non si era mai pensato: pazienti psichici che hanno bisogno di altro supporto ma anche di accoglienza , persone disabili che non sono vulnerabili da un punto di vista fisico.  Per il momento in ogni caso si continuano a vivere virtualmente sul web e tramite i social, gli aspetti della vita del Santuario, come i rosari meditati alla grotta, le processioni e le celebrazioni eucaristiche. Se ci sarà una ripresa, Covid e vaccino permettendo,  non sarà sicuramente prima di maggio, giugno, lenta ma progressiva, fermo restando, che occorrerà vedere in base alle nuove normative sanitarie, quanti ammalati si potranno portare e trasportare.  La voglia di tornare c’è ed è sicuramente forte, ma quante persone in particolar modo gli over 60 (baby boom) che è la generazione che ha le maggiori credenziali per questo tipo di turismo, la più colpita dalla pandemia, ma non da un punto di vista economico, avranno ancora la possibilità di viaggiare ??? Non dovranno aiutare figli e nipoti in questa difficile recessione ? Occorre in ogni caso pensare positivo, perché a Lourdes si va per respirare un aria pulita che sia credenti o meno, si respira un’atmosfera particolare e di fronte alla grotta e alla Madonna si è tutti uguali, credenti e non. Si pensa che ci siano sempre meno credenti, ma guardando alcuni dati prima della pandemia che ha segnato una brusca e inattesa battuta di arresto sul turismo religioso, non si direbbe. I presupposti di una ripresa non sono impossibili, la fede è una risorsa che  nelle persone è sempre presente, vitale, inesauribile su cui occorre credere, non vivere sull’immobilismo. E’ su questo che dobbiamo credere e di conseguenza  sperare in una ripresa, più forte di prima.