Articolo di Raffaello Luly La Via Francigena è costituita da una rete di percorsi che mettevano in comunicazione i principali poli di riferimento di pellegrinaggio dell’Europa centro-occidentale con Roma (città santa), Santiago de Compostela e Gerusalemme. Nella seconda metà del VII secolo, sotto la spinta dei pellegrinaggi a Roma e al Santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano, ripresero in Europa le comunicazioni a orizzonti sovraregionali. All’epoca l’efficiente e capillare sistema viario, con cui Roma aveva innervato tutto il territorio dell’Impero, non era più in grado di sopperire alle esigenze dei fruitori della strada. Infatti, a seguito delle invasioni barbariche e della caduta dell’Impero Romano d’Occidente, venne meno ogni forma di potere centrale e non fu più possibile quella regolare manutenzione necessaria perché le strade potessero continuare a svolgere la loro funzione. Il succedersi di eventi naturali dagli effetti catastrofici (frane, esondazioni di corsi d’acqua, terremoti, impaludamenti) e le distruzioni apportate dall’uomo ai manufatti e alle opere di arredo delle strade, avevano ogni dove interrotto la continuità del reticolo stradale, facendo perdere al sistema viario la sua caratteristica principale: la sovraregionalità. Così, anche nei casi in cui si conservavano tratti più o meno lunghi dei tracciati delle vie, queste…
PASSIONE IN MOVIMENTO: COME IL TURISMO SPORTIVO EMERGE NELLE ROTTE DEL VIAGGIARE.
A cura di Paolo Casetti - Il turismo sportivo è cresciuto da nicchia a pilastro dell'industria globale dei viaggi. In Italia genera oltre 9 miliardi di euro annui, con turisti…
