INTERVISTA AD ANTONIO LA ROSA

PROPRIETARIO LOCANDA DON SERAFINO

A cura di Maria Grazia Pasta

Oltre la competenza e la dedizione, l’entusiasmo e la passione sono elementi fondamentali per il successo.
Il “Sistema Don Serafino” – Ristorante, Hotel diffuso, Villas, Lido – è la perfetta sintesi di una visione imprenditoriale che unisce eccellenza stellata, valorizzazione del Barocco Ibleo e innovazione sul mare. In che modo queste qualità guidano oggi la sua strategia e la sua visione nell’armonizzare esperienze così diverse sotto l’unico prestigioso marchio Don Serafino?

Per parlare di turismo ed accoglienza oggi, specie in Sicilia con i suoi angoli meravigliosi sparsi in lungo ed in largo, bisogna avere assoluta contezza della destinazione innanzitutto, chiedersi: “cosa si aspetta l’ospite da questa destinazione?”. Questa è la prima domanda da porsi, solo dopo, outlet dopo outlet abbiamo cercato di creare un ecosistema in grado di offrire svariati servizi e di diverse carature che potessero abbracciare esigenze diverse, ma soprattutto che dessero all’ospite un valido motivo per scegliere la nostra zona come base per esplorare l’isola o comunque parte di essa. 

Visitare un albergo, un ristorante, un museo, una chiesa non è lo scopo primo di un viaggio da queste parti, ci si viene per il “local flavour”, lo scopo primo è la destinazione e la voglia di immergersi nel mood di chi vi vive. Noi ci limitiamo ad essere ambasciatori di questa terra, offrendo un’ospitalità autentica, esperienze ad essa connesse.

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Con un’esperienza consolidata nell’alta ospitalità, quali sono state le lezioni più importanti apprese e come le ha applicate per sviluppare un approccio strategico che trasformasse un ristorante stellato in un ecosistema di ospitalità diffusa, profondamente legato al territorio di Ragusa Ibla e Marina di Ragusa?

La nostra storia in realtà inizia nel 1953 al Lido Azzurro da Serafino, i nostri genitori prima, noi poi, abbiamo cominciato ad approcciare qui l’arte dell’accoglienza. Con mio fratello agli inizi del 2000 abbiamo deciso di aprire un ristorante, che è diventato celebre grazie ad intuizione, tenacia, evoluzione al passo con i tempi e voglia di eccellere. Solo dopo arriva l’albergo, per la voglia di offrire ai nostri ospiti la comodità di potersi fermare dopo cena. Con il tempo questo ci ha permesso di rafforzare la nostra identità internazionale e proporci fortemente al mercato estero e continuare a strutturarci nei servizi, dove l’ospite e le sue necessità dovevano sempre essere “centrali”.

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Locanda Don Serafino è un marchio storico del fine dining siciliano, stella Michelin dal 2008, radicato nella tradizione gastronomica e architettonica locale.
Quali elementi del passato e della tradizione intende valorizzare e come intende bilanciarli con le esigenze di innovazione e di lusso contemporaneo del mercato internazionale?

Il mercato del lusso nel mondo si è evoluto verso cose grandiose, ricche ed avanguardistiche, la gastronomia ha virato verso una cucina che oserei definire “metafisica”, ma è un campionato che per indole non vogliamo giocare. Oggi come ieri scommettiamo sull’autenticità, sul lusso della comodità, sulla vita lenta e sulla tradizione, che evolve, migliora, ma non tradisce le origini, siamo entusiasti d’essere il vecchio mondo, quello dove cultura e memoria tracciano il futuro, dove come nella moda si rievocano i vecchi fasti di stagione in stagione.  

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La gestione di un sistema complesso che spazia dalla ristorazione stellata all’hotellerie diffusa, fino al Lido Azzurro, richiede una straordinaria abilità nel coordinare talenti diversi.
Qual è la sua visione in merito alla costruzione e alla gestione di team in un contesto dinamico e variegato come quello di Don Serafino, e quali sono le qualità essenziali che ricerca?

Il vantaggio di avere un ecosistema consolidato che opera all’interno del macro settore dell’ospitalità, ci permette di interpretare come vivai indistintamente ogni outlet. Le attitudini professionali poi, ci permettono di valorizzare la figura professionale offrendogli il ruolo ed il posto giusto. Onestà ed etica sono degli aspetti non tralasciabili di certo, ma la voglia di mettersi in gioco di sposare il progetto con sete e grinta di portarsi avanti sono le doti che ci conquistano e ci inorgoglisce quando siamo parte di un percorso di successo per qualcuno.

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Il settore dell’ospitalità di lusso e dell’alta ristorazione in Sicilia è in continua evoluzione, attrattore di un turismo di altissimo livello.
Quali sono, a suo avviso, i principali trend e le sfide che il “Sistema Don Serafino” dovrà affrontare nei prossimi anni per mantenere e rafforzare la sua posizione di eccellenza?

Non ci fidiamo molto dei trend, preferiamo agire “a lungo raggio”, mentre i trend sono destinati a mutare, consolidare qualcosa di solido ci permette di concentrarci, allevarlo nei giusti tempi e pianificare investimenti efficaci, siano questi di natura economica o semplicemente intesi in termini di tempo dedicato. Il tempo oggi è un bene prezioso, il giusto compromesso sta nell’investire su qualcosa che offra un ROI in tempi adeguati. I tempi brevissimi appartengono al gioco d’azzardo o a progetti che potrebbero essere zoppicanti o immaturi. 

Continueremo senz’altro a consolidare costantemente ciò che siamo, investiremo sulla visibilità del brand nei modi più disparati, prendendo parte agli eventi di settore specifici, ma anche in modalità più creative, portando in giro per il mondo il nostro brand ed approfittando del valore delle persone che incontriamo per migliorarci ed intuire nuove necessità per proporre sempre un’offerta in linea alle esigenze degli ospiti, la vittoria sarà soddisfare desideri che gli ospiti non sanno ancora di avere e porci ancora come pionieri di ciò che verrà.

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Oggi, nel suo prestigioso ruolo di imprenditore alla guida del Brand Don Serafino, quali sono gli elementi che le danno maggiore soddisfazione professionale?
Guardando al futuro, e al consolidamento di tutte le anime della sua ospitalità – dal ristorante all’hotellerie sul mare – quali obiettivi personali e professionali la ispirano nel suo continuo percorso di crescita?

La soddisfazione più grande è quella di essere a capo di un sistema longevo e consolidato, che va avanti con immutata vocazione nonostante l’evolversi dei tempi. Guardando al futuro vedremo cosa ci aspetta, siamo circondati da talenti che potranno affiancarci nello scrivere i prossimi capitoli, magari con sofisticazione dell’offerta, nuove sfide, magari delle nuove aperture… qualcosa già bolle in pentola e con ottimi presupposti, siamo solo allo stadio successivo alla fase embrionale, ma pare che quegli embrioni siano destinati a diventare dei fuoriclasse! Piccolo spoiler: Facciamo ristorazione ed ospitalità da sempre, quindi di certo non investiremo in criptovalute!

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