Managing Director Brevivet Tour Operator
A cura di Maria Grazia Pasta
1. Barbara Chiodi, lei è al timone di un tour operator storico come Brevivet, leader nel settore dei pellegrinaggi e del turismo culturale. Quali sono state le tappe fondamentali del suo percorso professionale che l’hanno portata a ricoprire una posizione di così grande responsabilità? E quali sfide personali e professionali l’hanno maggiormente formata in questo cammino?
Sono direttore di Brevivet dalla fine del 2012. Il mio percorso professionale non è sempre stato legato al turismo: provengo infatti dal settore della comunicazione e, prima di entrare in azienda, lavoravo in un importante quotidiano locale.
La sfida personale, quindi, non è stata soltanto quella di assumere la guida di un tour operator storico, così radicato e riconosciuto, ma anche di affrontare un settore del tutto nuovo per me. In questo senso, il passaggio non è stato immediato: ho dovuto rimettermi in gioco, studiare, imparare e ascoltare, senza mai dare nulla per scontato.
Le competenze manageriali e organizzative sono state un punto di partenza solido, ma la vera crescita è arrivata dal confronto quotidiano con colleghi, partner e clienti. Le sfide più significative sono state due: da un lato la necessità di innovare, mantenendo però saldo il legame con la tradizione e i valori che hanno fatto grande Brevivet; dall’altro la gestione dei momenti di crisi, penso ad esempio alla pandemia, che ha messo in discussione il modo stesso di viaggiare e di pensare al turismo religioso.
Inoltre negli ultimi anni, il nostro comparto ha attraversato momenti molto difficili: la pandemia, che ha paralizzato i viaggi, e i conflitti in diverse aree del mondo, che ancora oggi condizionano pesantemente la nostra attività. La Terra Santa, cuore del turismo religioso, rappresenta per noi il pellegrinaggio per eccellenza, quello “da farsi almeno una volta nella vita”. Il protrarsi del conflitto non ci tocca solo dal punto di vista operativo, ma anche profondamente sul piano umano.
A livello personale, la sfida più importante è stata quella di trovare un equilibrio tra la responsabilità professionale e la mia dimensione privata, imparando a gestire la pressione e a trasformarla in motivazione. Questo percorso mi ha insegnato che la leadership non è solo una questione di competenze tecniche, ma soprattutto di visione, resilienza e capacità di tenere unito un gruppo nei momenti difficili.
2. Il settore del turismo, specialmente quello religioso e culturale, è in costante evoluzione, affrontando nuove sensibilità e aspettative da parte dei viaggiatori. Come concilia la tradizione e l’eredità di Brevivet con la necessità di innovare e rispondere alle nuove esigenze del mercato? Qual è la sua visione per il futuro del viaggio autentico e significativo?
In oltre cinquant’anni di storia, prima come Brevitour e poi come Brevivet, abbiamo accompagnato migliaia di persone in pellegrinaggi e viaggi culturali, custodendo un patrimonio fatto di spiritualità, esperienza e qualità organizzativa.
Siamo però consapevoli che il turismo religioso e culturale sta cambiando: oggi i viaggiatori cercano esperienze più personalizzate, sostenibili e autentiche, capaci di intrecciare fede, cultura e incontro umano.
Per conciliare radici e innovazione, stiamo lavorando su due fronti: da un lato il rinnovamento dei linguaggi e delle proposte, introducendo incontri con realtà locali e testimonianze vive; dall’altro l’adozione di strumenti più agili e accessibili, dalla comunicazione digitale alla semplificazione dei processi di prenotazione.
La mia visione per il futuro è quella di un viaggio autentico, che non si limiti allo spostamento, ma diventi un’esperienza capace di arricchire interiormente e lasciare tracce durature. Per Brevivet significa continuare a essere un ponte tra tradizione e contemporaneità: unire il valore spirituale del pellegrinaggio con lo sguardo aperto e curioso del viaggiatore moderno.
Un altro aspetto che considero fondamentale è l’attenzione al viaggiatore in ogni momento: non solo attraverso la qualità dei servizi, ma anche grazie alla sicurezza di un’assistenza costante. Dietro le quinte c’è un team di persone che segue ogni emergenza in diretto contatto con me, pronto a garantire serenità e sostegno in ogni situazione. Non sempre questo è visibile, ma fa parte della nostra identità: in Brevivet non costruiamo soltanto itinerari, costruiamo esperienze che hanno come obiettivo ultimo il benessere e la crescita delle persone.
3. In un ruolo di leadership così prominente, quali sono i principi o le filosofie che guidano le sue decisioni quotidiane? C’è una lezione appresa nel corso della sua carriera che considera particolarmente preziosa e che ama condividere con il suo team?
Il principio che guida ogni mia decisione è l’ascolto. Che si tratti di viaggiatori, collaboratori o membri del team, partire dall’ascolto significa riconoscere i bisogni, le aspettative e le emozioni delle persone con cui entriamo in contatto. Solo così si possono prendere decisioni giuste e creare esperienze che lasciano un segno.
Ho imparato che il risultato aziendale non nasce mai dall’azione di un singolo, ma è sempre il frutto di un cammino condiviso: ogni persona, con le proprie competenze e responsabilità, contribuisce a costruire il successo complessivo.
Un’altra lezione preziosa è che nel nostro settore l’imprevisto è la normalità: scioperi, cancellazioni, calamità naturali sono situazioni con cui dobbiamo confrontarci spesso. In questi momenti entrano in gioco il problem solving, la tempestività e la capacità di lavorare insieme. La regola che non viene mai meno è una: tutelare il viaggiatore e accompagnarlo in ogni fase del suo cammino, con professionalità ma anche con umanità.
4. Brevivet è riconosciuta come un punto di riferimento sia per i pellegrinaggi all’estero, dalla Terra Santa a Santiago, sia per i viaggi religiosi e culturali in Italia. Qual è la “ricetta” che ha permesso a Brevivet di mantenere una posizione di leadership così solida e duratura in un mercato tanto specifico? E come riuscite a garantire l’autenticità e la profondità delle esperienze proposte?
La “ricetta” di Brevivet è fatta di tre ingredienti che non abbiamo mai smesso di coltivare: esperienza, relazioni e autenticità.
L’esperienza deriva da oltre cinquant’anni di pellegrinaggi e viaggi culturali, che ci hanno insegnato non solo a organizzare, ma a interpretare il viaggio come occasione di crescita e incontro.
Le relazioni sono quelle costruite nel tempo con guide, comunità locali, diocesi e partner internazionali: una rete di fiducia che ci permette di offrire esperienze vere, non standardizzate.
L’autenticità è il nostro faro: ogni itinerario è pensato per avere un significato profondo, con momenti di condivisione, approfondimento culturale e spirituale.
Credo che la nostra leadership derivi dal non aver mai visto il pellegrinaggio come un semplice prodotto turistico, ma come un cammino, dove la logistica è importante, ma il senso del viaggio lo fanno le persone, i luoghi e i valori che li legano.
5. Oltre ai pellegrinaggi, Brevivet propone un’ampia offerta di viaggi turistici e culturali in destinazioni che vanno dalla Turchia all’Uzbekistan, fino alle bellezze italiane. Come selezionate le mete e le esperienze da includere nei vostri cataloghi? E quale valore aggiunto Brevivet offre rispetto ad altri operatori?
La scelta delle mete parte sempre da una domanda: “Cosa può toccare il cuore e la mente del viaggiatore di oggi?”
Studiamo i luoghi non solo per la loro bellezza o notorietà, ma per le storie che custodiscono e per le esperienze che possono offrire. Che si tratti della Turchia, dell’Uzbekistan o di un borgo italiano, il nostro obiettivo è proporre un’immersione autentica nella cultura e nella storia e grazie alla collaborazione di guide e accompagnatori di far conosce in maniera approfondita i luoghi.
Il valore aggiunto di Brevivet sta nella cura artigianale di ogni viaggio: itinerari costruiti con competenza, accompagnatori formati non solo come guide ma come facilitatori di esperienza, e una programmazione che lascia spazio all’incontro con le comunità locali, ai momenti di riflessione e alla comprensione del contesto. In altre parole: non solo vedere, ma capire e vivere i luoghi.
6. Con sedi a Brescia, Milano, Bari e Genova e una distribuzione capillare tramite le agenzie di viaggio su tutto il territorio nazionale, Brevivet dimostra una forte presenza sul mercato. Quali sono le prossime strategie di sviluppo per l’azienda e quale ruolo avranno le agenzie partner?
Il nostro sviluppo futuro si muove su tre direttrici: innovazione dell’offerta, espansione della rete e potenziamento digitale.
Sul piano dell’offerta, stiamo intensificando il lavoro sulla costruzione di itinerari a lungo raggio con un taglio più personalizzato, in grado di rispondere alle nuove esigenze dei viaggiatori che cercano esperienze autentiche e significative. Allo stesso tempo, in Italia stiamo sviluppando percorsi in borghi e territori meno conosciuti, ricchi di storia, spiritualità e cultura, che meritano di essere riscoperti. Un obiettivo che considero cruciale è aumentare la riconoscibilità del marchio Brevivet anche nel turismo culturale, superando l’etichetta di tour operator “solo di pellegrinaggi” e mostrando la nostra capacità di proporre esperienze a 360 gradi: religiose, culturali e di incontro umano.
Sul fronte commerciale puntiamo a rafforzare la nostra presenza in aree strategiche, senza rinunciare al presidio delle città in cui siamo già radicati. Questo significa essere vicini ai viaggiatori e alle agenzie con una rete capillare, che non solo distribuisce i nostri prodotti ma trasmette i nostri valori.
Il digitale avrà un ruolo sempre più centrale. Non si tratta soltanto di strumenti per la promozione o la prenotazione, ma di un vero e proprio canale di relazione con i viaggiatori: vogliamo accompagnarli prima, durante e dopo il viaggio, creando un’esperienza continua, in cui l’assistenza e la vicinanza non si esauriscono con il rientro.
In tutto questo, le nostre agenzie restano per noi un pilastro fondamentale. Crediamo profondamente nel loro valore consulenziale, nella capacità di creare relazione e personalizzazione con il cliente. Il nostro impegno è quello di sostenerle con strumenti adeguati, momenti di formazione e prodotti distintivi, affinché possano offrire esperienze uniche e rafforzare il proprio ruolo sul mercato. La nostra crescita, infatti, passa attraverso la loro: il rapporto di fiducia e collaborazione con le agenzie è e rimarrà al centro della strategia Brevivet.

