A cura di Maria Grazia Pasta
1. Può raccontarci brevemente i momenti salienti della sua carriera professionale? Quali sono i suoi obiettivi personali e professionali per il futuro?
Ritengo tre esperienze particolarmente decisive nel mio percorso. La prima è stata la scelta di trasferirmi all’estero dopo diversi anni in Italia: un passo importante che mi ha permesso di perfezionare l’inglese e di confrontarmi con un contesto lavorativo realmente internazionale. La seconda è l’esperienza in Costiera Amalfitana, dove ho potuto approfondire in modo concreto il concetto di lusso e l’essenza dell’ospitalità di alto livello. La terza, infine, è stata la mia prima direzione alla Locanda Don Serafino, coincisa con l’ingresso nella prestigiosa associazione Relais & Châteaux, un traguardo che ha segnato una svolta significativa nella mia crescita professionale.
Con il passare degli anni e soprattutto dopo il periodo del Covid i miei obiettivi personali e professionali si sono evoluti. Oggi do grande valore al benessere personale, al tempo di qualità e alla consapevolezza del “qui e ora”, aspetti che influenzano e si armonizzano naturalmente con la vita lavorativa. Sul piano professionale, continuo a credere fermamente nell’importanza di apprendere, di mettermi alla prova e di crescere costantemente.
2. L’entusiasmo e la passione sono motori fondamentali per il successo, specialmente nel settore dell’ospitalità. In che modo queste qualità guidano la sua filosofia di leadership e la sua visione strategica quotidiana, specialmente nel passaggio a nuove sfide?
L’entusiasmo e la passione sono alla base del mio modo di guidare il team e di affrontare ogni giornata. Nel settore dell’ospitalità, dove ogni dettaglio contribuisce all’esperienza del cliente, credo fermamente che il coinvolgimento personale faccia la differenza: trasmettere energia, curiosità e dedizione ispira le persone attorno a me e crea un ambiente in cui tutti si sentono motivati a dare il meglio.
Come Director of Sales, trasformo queste qualità in una visione strategica molto concreta: partire sempre dall’ascolto, valorizzare i punti di forza della squadra e individuare nuove opportunità con uno sguardo proattivo e ottimista. Ogni nuova sfida rappresenta per me uno stimolo a innovare, a costruire relazioni più solide e a trovare soluzioni creative che generino valore, sia per gli ospiti che per l’azienda.
3. Avendo maturato traguardi importanti in contesti sia nazionali che esteri, quali sono state le lezioni più preziose apprese nella gestione della direzione e dell’aspetto commerciale, e come queste esperienze plasmano il suo approccio strategico oggi?
Nel corso delle mie esperienze, in Italia e all’estero, ho avuto l’opportunità di confrontarmi con realtà molto diverse tra loro, e da ognuna ho tratto lezioni preziose per la gestione sia della direzione sia dell’aspetto commerciale.
La prima è l’importanza dell’ascolto: comprendere davvero il mercato, il team e gli ospiti permette di prendere decisioni più consapevoli e di costruire relazioni durature. La seconda lezione riguarda la flessibilità: lavorare in contesti differenti insegna ad adattarsi con rapidità, a leggere i cambiamenti e a trasformarli in opportunità. La terza è il valore della visione strategica unita alla concretezza operativa; comprendere i numeri, anticipare i trend e guidare le persone verso obiettivi comuni sono elementi che ho affinato lungo tutto il mio percorso.
Queste esperienze, sommate, plasmano il mio approccio odierno: una leadership orientata alla collaborazione, una gestione commerciale basata su analisi e un forte focus sulla qualità delle relazioni come leva principale per generare valore.
4. Come è possibile bilanciare la tradizione dell’ospitalità con le esigenze di innovazione continua richieste dal mercato moderno?
Bilanciare tradizione e innovazione è una delle sfide più stimolanti nel nostro settore. Credo che la chiave sia considerare la tradizione non come qualcosa di immutabile, ma come un valore da reinterpretare. L’ospitalità nasce da gesti autentici, attenzione sincera e cura dei dettagli: questi elementi rimangono il cuore dell’esperienza e non devono mai perdersi.
Allo stesso tempo, il mercato moderno richiede dinamicità, tecnologia e capacità di anticipare i bisogni dei viaggiatori. L’innovazione, quindi, non sostituisce la tradizione, ma ci permette di rendere quel senso di accoglienza ancora più efficace e accessibile.
Il mio approccio è proprio questo: custodire l’identità e la storia dei luoghi, introducendo processi e servizi che rispondono alle aspettative contemporanee. Quando tradizione e innovazione dialogano, si crea un’esperienza che è al tempo stesso autentica e attuale.
5. Le sue competenze spaziano dal sales al marketing e alla digital strategy. In un settore in rapida evoluzione, come integra le dinamiche commerciali classiche con gli strumenti digitali per ottimizzare il revenue e lo sviluppo di nuovi mercati?
L’integrazione tra dinamiche commerciali tradizionali e strumenti digitali è oggi essenziale per massimizzare il revenue e sviluppare nuovi mercati in modo strutturato. A mio avviso, l’approccio vincente nasce dall’unione di due elementi: la relazione umana, che resta il cuore del nostro settore, e l’intelligenza dei dati, che permette di prendere decisioni più informate e strategiche.
Le tecniche commerciali classiche, come il rapporto diretto con partner e clienti, la presenza su mercati chiave, le attività di networking e la conoscenza profonda del prodotto sono fondamenta irrinunciabili. A queste integro strumenti digitali che amplificano l’efficacia del lavoro quotidiano: analisi dei dati per monitorare l’andamento della domande, azioni mirate su segmenti d’interesse, automazioni che ottimizzano il tempo operativo e piattaforme che migliorano la distribuzione online.
Il risultato è un modello ibrido che combina strategia e personalizzazione.
6. Diversi anni fa lei ha scelto di frequentare il Master UET di alta specializzazione professionale in Hospitality Management. In che modo questo investimento ha contribuito positivamente e che consiglio darebbe ai giovani che oggi desiderano intraprendere un percorso di successo in questo settore?
La scelta di frequentare il Master UET è stato un investimento che ha avuto un impatto molto positivo sul mio percorso. Mi ha permesso di acquisire e approfondire competenze, di confrontarmi con professionisti e docenti capaci di trasmettere un approccio concreto e internazionale all’ospitalità e di avviare un nuovo percorso professionale. È stata un’esperienza che ha accelerato la mia crescita e che mi ha fornito gli strumenti per affrontare con maggiore consapevolezza i successivi passaggi di carriera.
Ai giovani che desiderano intraprendere un percorso di successo nel settore dell’hospitality suggerirei tre cose: investire nella formazione, perché è la base per costruire solide fondamenta; essere curiosi e aperti al cambiamento, cogliendo ogni occasione per imparare sul campo; e, soprattutto, avere una visione chiara di ciò che vogliono diventare, senza però perdere la capacità di mettersi in gioco. L’ospitalità è un settore che premia la passione, la dedizione e la capacità di crescere attraverso le esperienze: con il giusto mindset, ogni passo diventa un’opportunità.
