IL TURISMO TRA “VIAGGIO” E “NON VIAGGIO”

Articolo di Matteo Prati   Esattamente un anno fa nessuno avrebbe mai pensato che un nemico invisibile come il Covid-19 avrebbe modificato le nostre vite, le nostre attività, il nostro tempo libero e i nostri viaggi. Questi sono sicuramente tra quelle cose che nella percezione delle persone stanno mutando più di ogni altra cosa. Se da un lato alcuni viaggiatori sono impauriti e preoccupati per il futuro dei viaggi (che dovranno essere contrassegnati da sicurezza, pulizia e flessibilità) dall’altro ce ne sono tantissimi che desiderano (e lo hanno dichiarato in molte indagini) recuperare il tempo perso e i viaggi a cui hanno dovuto rinunciare o che hanno dovuto cancellare nel corso del 2020, una conseguenza da “frutto proibito”. La voglia di viaggiare resiste a tutto!!! È un dato che emerge da molte interviste ma potremmo anche dire che è una certezza: l’uomo per sua natura vive con un forte desiderio di esplorare il mondo. Fa parte del nostro DNA, quello di un popolo nomade, abituato a viaggiare. Anche durante questo periodo così particolare abbiamo potuto riscontrare quanto questo desiderio si sia trasformato in forme alternative di turismo; la velocità e l’abilità dei viaggiatori e degli operatori ad adattarsi alla situazione…

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