IL REALITY DELL’OSPITALITA’ SENZA FINZIONI

Articolo di Fabio Rocchi   Ne abbiamo ormai visto di tutti i tipi. I reality che si affacciano al mondo del turismo abbondano su tutti i canali: tutte le forme della ricettività e ristorazione hanno così il loro momento di gloria. Ma il proliferare delle produzioni ha spesso portato gli autori a spostarsi man mano verso un gioco alla finzione che svilisce la natura stessa della proposta da offrire allo spettatore.Poi è arrivato “Ti spedisco in convento”, inizialmente su Discovery+ ma ad aprile su Real Time. Ed è cambiato tutto. La Fremantle ha replicato a Sorrento un format già rodato nel Regno Unito, puntando sugli spettacolari attriti fra cinque ragazze dedite al mondo del lusso e della trasgressione, inserite per un mese in una comunità religiosa di cinque suore.Scintille in abbondanza, quindi, ma la saggezza delle Sorelle, che tra l’altro hanno preteso di non rigirare mai le scene, conduce per mano lo spettatore verso una visione dell’ospitalità del tutto nuova e inaspettata: dormo, mangio, vivo con voi e nel frattempo mi domando cosa devo farne di questa vita.Ben difficile trovare una risposta, ma il messaggio serafico delle Suore apre le porte a una riflessione che molte autorevoli firme del giornalismo…

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