Articolo di Mario Zanello Nella prima parte della trattazione di questa tematica, siamo arrivati alla conclusione che, come praticamente ovunque nel settore del turismo, e quindi anche in ambito di concessioni marittime a finalità turistico-ricreativa, il sistema di norme che regola la materia risulta inevitabilmente complesso, facendo fatica a districarsi tra una corretta ripartizione di competenze e funzioni.Complessità che entra in crisi con l’approvazione della direttiva 2006/123/CE, la cosiddetta direttiva ‘’Bolkestein’’ (Frits Bolkestein, olandese, ex commissario per la Concorrenza ed il Mercato Interno), che ha ad oggetto principale la liberalizzazione dei servizi in ambito europeo. Obiettivo è quello di eliminare ogni ostacolo alla ‘’libertà di stabilimento dei prestatori negli Stati membri e alla libera circolazione dei servizi tra Stati membri’’. Semplice in teoria, ma fonte di innumerevoli polemiche e discussioni in tutta Europa (i Francesi parlarono ad esempio della ‘’sindrome dell’idraulico polacco’’, intendendo che questa politica, di chiara ispirazione liberista, avrebbe abbattuto le retribuzioni di base dei singoli Paesi).Tale direttiva è destinata anche ai servizi del settore turistico, e deve applicarsi, per restare all’oggetto di quanto stiamo trattando, anche alle imprese che esercitano attività turistico-ricreative sul demanio marittimo e a quelle balneari in particolare.Si chiama in causa soprattutto l’art….
PASSIONE IN MOVIMENTO: COME IL TURISMO SPORTIVO EMERGE NELLE ROTTE DEL VIAGGIARE.
A cura di Paolo Casetti - Il turismo sportivo è cresciuto da nicchia a pilastro dell'industria globale dei viaggi. In Italia genera oltre 9 miliardi di euro annui, con turisti…
