Schermata 2022-07-11 alle 11.36.23

COSTA RICA: UNA TERRA CHE RACCONTA

DI ELEONORA BUONOPANE – BUONOPANE.ELEONORA@GMAIL.COM

Il Costa Rica è uno Stato situato in America Centrale di poco più di 5 milioni di abitanti e di circa 51.000 chilometri quadrati di superficie e la sua lingua ufficiale è lo spagnolo.
Questa Repubblica Presidenziale confina a nord con lo Stato del Nicaragua e a sud con Panamá, vanta inoltre il privilegio di essere situata in quel lembo di terra centroamericano bagnato da entrambi gli Oceani, infatti la costa occidentale è bagnata dall’Oceano Pacifico mentre quella Orientale dall’Oceano Atlantico che in quella precisa area diventa Mare dei Caraibi.

In molti si chiederanno il perché di questo nome ed è proprio la storia di questo Paese che ci fornisce la risposta.
Il Costa Rica fu scoperto da Cristoforo Colombo nel 1502 che durante il suo quarto viaggio sbarcò nei pressi di Puerto Limón nella zona del Caribe.
L’esploratore italiano rimase ammaliato dalla bellezza della natura selvaggia che contraddistingue questo Paese tanto da battezzarlo “Costa Ricca”, tradotto in spagnolo Costa Rica.

Questa terra originariamente era abitata da popolazioni amerindie che successivamente subirono la colonizzazione spagnola già a partire dal 1520.
Inizialmente i conquistadores spagnoli sbarcati su questa terra si stanziarono lungo le coste a causa di difficoltà dovute al clima, alla natura rigogliosa e selvaggia che rendeva più difficile la penetrazione nel cuore del Paese e alla contagiosità di malattie tropicali.
A questa situazione bisogna inoltre aggiungere la resistenza che oppose la popolazione locale nei confronti dei conquistadores.
A partire dal 1560 vi furono diversi tentativi di spostamento dalla costa atlantica verso l’entroterra e quello più importante che segnò l’effettiva conquista del Costa Rica da parte degli spagnoli risale al 1563 ad opera di Juan Vásquez de Coronado (esploratore spagnolo) il quale fondò la città di Cartago, situata tra le alture della Meseta Central.

Qualche anno più tardi il Costa Rica entrò a far parte della Capitanía General de Guatemala (Capitaneria Generale del Guatemala), ossia una divisione amministrativa dell’America spagnola che copriva buona parte del territorio centroamericano. Durante questo periodo storico lo sviluppo del Paese fu molto lento a causa della sua estensione e della mancanza di manodopera.
Questi secoli di colonizzazione furono caratterizzati in tutto il Centro America da incursioni da parte dei pirati e continue guerriglie tra la popolazione locale e i conquistadores; ma il Costa Rica rispetto ai vicini Paesi quali Guatemala, Nicaragua, Honduras e altri facenti parte della Capitanía General de Guatemala fu soggetto ad un fenomeno diverso che tutt’ora lo contraddistingue dai suoi vicini, l’invasione dei filibustieri americani di William Walker.
William Walker fu un avvocato, giornalista, medico, mercenario e avventuriero statunitense che per anni cercò di conquistare alcuni Stati dell’America Latina durante il XIX secolo. Si ricorda inoltre per essere stato il 6° Presidente del Nicaragua.

Durante la prima metà del 1700 furono fondate diverse città che al giorno d’oggi costituiscono il fulcro economico del Paese, tra queste nel 1717 nacque Heredia situata a ridosso della capitale San José che fu invece costruita nel 1737.
Il XVIII Secolo fu difficile per il Costa Rica perché la popolazione locale si decimò a causa di malattie portate dagli europei e allo stesso tempo i coloni presenti sul territorio non possedevano abbastanza ricchezze per poter portare degli schiavi nel Paese che colmassero la mancanza di manodopera.

La Guerra di Indipendenza del Messico (1810 – 1821) dal dominio coloniale spagnolo si concluse positivamente per lo Stato centroamericano e questo esito suscitò anche negli Stati vicini un senso di ribellione dall’oppressione spagnola. Fu così che nel 1821 il Costa Rica divenne anch’esso indipendente insieme al vicino Regno del Guatemala.
Subito questi Stati non accettarono di unirsi al Messico e fu così che nacque la Federazione delle Province Unite dell’America Centrale, scioltasi successivamente una quindicina di anni più tardi
Nel 1838 il governo di Braulio Carrillo proclamò il Costa Rica uno Stato sovrano ed indipendente con capitale San José.

Da quel momento iniziò la produzione del caffè che permise sicuramente lo sviluppo dell’economia. Dalla seconda metà del 1800 gli investimenti stranieri resero possibile lo sviluppo della ferrovia (soprattutto per fini commerciali) e delle infrastrutture pubbliche.
I prodotti quali caffè e banane iniziarono ad essere scambiati frequentemente con l’Europa, grazie anche all’istituzione della compagnia americana United Fruit Company.
Oggi questo Stato è tra i leader mondiali nell’esportazione di frutta in primis banane e ananas.

Attualmente il Presidente del Costa Rica è Rodrigo Chaves Robles eletto l’8 Maggio 2022 e facente parte del partito “Progreso Social Democrático”.


Per poter raccontare del Costa Rica bisogna sicuramente iniziare da una descrizione di quello che è il suo territorio e di quella che è la sua gente.
Qualche secolo fa Cristoforo Colombo scendendo dalla sua imbarcazione rimase colpito dalle coste di questo Paese e oggi la sensazione rimane invariata già solo guardando dal finestrino dell’aereo tutto il verde rigoglioso che caratterizza questa terra.
La natura è la padrona indiscussa di questo Paese. Noi occidentali in particolare noi europei siamo abituati a vivere in città ben fornite in cui decidiamo noi stessi dove creare aree verdi e dove invece costruire edifici, modelliamo la natura a nostro piacimento e secondo le nostre necessità, in sintesi si potrebbe dire che la natura si è adattata all’uomo. In Costa Rica è tutto l’opposto, è l’uomo ad essersi adattato alla natura, la rispetta e si sono integrati.
Lì la maggior parte delle strade sono sterrate e seguono la natura, se le radici di un albero alzano la strada, rimane così, se delle piante sono troppo a ridosso della carreggiata sta a noi umani prendere le dovute distanze.
È un altro modo di intendere la natura che a noi europei talvolta può sembrare estremo ma solo parlando con i locali si può comprendere appieno questa loro visione.

La gente del Costa Rica è semplice, sempre allegri, gentili e molto disponibili ad aiutare.
La loro tipica espressione “Pura Vida” rappresenta appieno il loro stile di vita.
È difficile da spiegare a parole perché solo vivendolo si riesce a percepire, ma sicuramente racchiude in se la loro semplicità sia nei modi di essere che nei loro averi, vivono in case completamente diverse da quelle a cui noi siamo abituati, sono costituite da tetti in lamiera, basse e con spazi ampi, porte sempre aperte e pronte ad ospitare.
Attraversando questo Stato si percepisce serenità, l’espressione “sembra sempre che sia domenica” rende l’idea perché ogni giorno a qualsiasi ora ci sono bambini che giocano per strada, famiglie nei cortili di casa riunite per mangiare qualcosa, bar con persone che chiacchierano, spiagge piene di local e questo rientra perfettamente nel loro stile di “vita pura”. Vivono in maniera leggera e questa leggerezza è percepibile in tutti gli angoli del Costa Rica.
Percorrendo le strade da nord a sud e da est a ovest si rimane affascinati dall’ospitalità dei costaricensi o ticos in lingua locale, tutti sono interessati a sapere chi sei, cosa ti ha portato nella loro terra, quale sarà la tua prossima destinazione in Costa Rica, fornendo sempre utili consigli di viaggio.
I ticos sono cordiali e anche se non ti conoscono e stai solo passando con la macchina davanti casa loro ti salutano e ti sorridono e questo contribuisce a far si che il viaggio diventi esperienza attraverso una serie di sguardi, sorrisi e chiacchiere che ti fanno sentire accolto anche dall’altra parte del mondo.

Viaggiando per questa ricca terra si noterà sin da subito quanto la sua gente, i ticos, la amino e la proteggano, prendendosene cura ogni giorno.
Lì la raccolta differenziata viene fatta ovunque e tutti sono molto attenti al fatto che anche i turisti rispettino tale regola, nelle zona turistiche è molto frequente trovare persone di qualsiasi età che controllino se i rifiuti vengano gettati correttamente negli appositi bidoni, se c’è qualcosa fuori posto viene prontamente sistemato. Questa cosa colpisce perché non è sempre scontato che le zone turistiche siano così controllate e che le spiagge siano così ben pulite.
Ogni ticos conosce alla perfezione il Costa Rica, usi e costumi di ogni zona, nonostante fino ad una decina di anni fa il territorio fosse mal connesso e di conseguenza con differenze a livello sociale ed in alcune zone addirittura a livello linguistico.
Oggi è possibile notare delle diversità per quanto riguarda zone più agricole o più turistiche, o che hanno subito una maggiore influenza occidentale piuttosto che zone come quella della costa caraibica dove la maggior parte della popolazione è di origine jamaicana. Quest’ultima area è diversa anche nella struttura dei suoi centri abitati, le abitazioni sono differenti, alcune in stile coloniale altre invece sviluppate su più piani, molto rare nel resto del Paese.
Chiedere informazioni ai local è prezioso perché hanno molto da raccontare e soprattutto sono sempre pronti a rispondere alle tue curiosità.
E sono proprio loro che possono svelare la risposta della frequente domanda “Perché il Costa Rica è considerato la Svizzera centroamericana?”.
A differenza degli altri Stati centroamericani vanta da diversi anni una situazione politica di stabilità che la rende sicuramente molto attraente ma oltre alla questione politica questo Paese ha sempre intrattenuto affari con gli Stati Uniti e con l’Europa e questo ha permesso a tanti americani ed europei di poter raggiungere questo territorio e scoprirlo in tutta la sua bellezza.
Il turismo europeo e americano in particolare ha permesso a tale Stato di svilupparsi in questa industria mantenendo però la sua identità e non convertendosi alle grandi catene e grandi marchi.
Tutt’ora viaggiando per il Costa Rica è difficile trovare hotel o strutture ricettive internazionali o con standard simili ai nostri ed è interessante notare come anche questo settore si sia adattato alla natura e sia sviluppato in sintonia con essa senza deturparla.

Ovunque ci si trovi in questa terra si è circondati da Parchi Naturali o Riserve, infatti il Costa Rica ospita ben 26 Parchi Nazionali e più di 160 aree protette per un totale di più di un milione di ettari, circa il 26% della superficie totale dello Stato.

Al giorno d’oggi con l’attenzione posta su tematiche globali come il cambiamento climatico e la tutela dell’ambiente è fondamentale trovare l’occasione di visitare questo Paese che colpisce nel profondo, permette riflessioni a cui molte volte noi abituati a tutto sfuggiamo ma che meritano di essere fatte, fa vivere esperienze che devono essere ricordate.
Ci si porterà dentro la natura con i suoi suoni, i suoi colori e gli sguardi profondi di persone che per noi possono non avere niente ma che in realtà hanno un grande senso di rispetto verso ciò che è più grande di tutti noi, Madre Natura.

 


TRAVEL TIPS:

La lingua parlata è lo spagnolo e la moneta che viene usata è il Colón del Costa Rica.
Il Costa Rica è sempre visitabile, le stagioni sono come le nostre perché situato nell’emisfero Boreale anche se loro comunemente le considerano già al contrario. Da ottobre a marzo è la stagione secca che loro chiamano Verano (estate) caratterizzata da clima secco, leggermente ventoso e privo di precipitazioni; mentre da fine maggio a settembre è la stagione delle piogge, comunque visitabile senza particolari problemi anche se si consigliano mezzi 4X4 a causa delle strade sterrate che si riempiono di acqua. Aprile e maggio sono due mesi di transizione in cui le precipitazioni sono solitamente di alta intensità ma di durata ridotta soprattuto nelle ore pomeridiane.
Mangiare fuori è conveniente perché solitamente un piatto tipico (le porzioni sono abbondanti) costa intorno ai 7500 colón che equivalgono a circa 8 euro.
La cucina è per lo più costituita da riso servito con fagioli rossi, platano fritto o sotto forma di insalata, carne o pesce e patatine.
Il miglior modo di visitare questo Stato è un Road trip per scoprirne ogni angolo ma è importante prestare attenzione con il buio perché le bici camminano sulle strade e molto spesso senza luci!
Lì i local vivono con la luce naturale, l’alba è molto presto intorno alle 5.30 AM quasi durante tutto l’anno e il sole tramonta verso le 5/5.30 PM quindi alle 6 è già buio.

Una volta atterrati in questa magnifica terra lasciatevi trasportare dal suo ritmo e dalla sua gente e riuscirete a viverla a pieno!
Ricordatevi che salutare tutti è un must!

Buon viaggio e Pura Vida.

 

Eleonora Buonopane 

buonopane.eleonora@gmail.com