Articolo di Marina Ambrosecchio Carnevale ambrosiano storia: fu colpa o merito di Sant’Ambrogio? Nella grigia Milano, dove si va sempre di fretta, è di casa l’allegria. Contrariamente a ogni stereotipo, ai milanesi piace far baldoria fin dall’antichità. Il carnevale, infatti, la festa degli eccessi per eccellenza, dura più a lungo che in qualsiasi altra parte del mondo. Mentre per tutti si chiude con il martedì grasso, per iniziare i 40 giorni di pentimento, prima della Pasqua, con il mercoledì delle Ceneri, nel capoluogo lombardo si continua con il giovedì grasso e, gran finale, sabato grasso. Perché questa deroga? Gli eventi si intrecciano tra storia e leggenda, con una sola grande verità: fu tutto merito, o colpa, di Ambrogio, allora vescovo di Milano, divenuto santo e patrono della città. Una prima leggenda narra che Ambrogio fosse impegnato in un pellegrinaggio. A quell’epoca, seconda metà del IV secolo, il carnevale di Milano era rinomato quanto quelli di Viareggio e Venezia oggi, per il suo sfarzo e per i festeggiamenti in grande stile. I milanesi attendevano il ritorno dell’amato vescovo per iniziare le liturgie della Quaresima e, visto che lui tardava, ne approfittarono per continuare il divertimento fino al suo arrivo. Una variante…
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A cura di Paolo Casetti - Il turismo sportivo è cresciuto da nicchia a pilastro dell'industria globale dei viaggi. In Italia genera oltre 9 miliardi di euro annui, con turisti…
