Articolo di Marina Ambrosecchio La Basilica originaria era stata probabilmente voluta da Ambrogio (374- 397), ma aperta al culto dal successore Simpliciano (morto nel 401) in area extraurbana e cimiteriale lungo la via per Como. Era un edificio dedicato alle sante vergini a pianta cruciforme, soluzione planimetrica già seguita con differenti esiti nella costruzione della basilica di S. Nazaro (anteriore al 386 o proprio del 386). Alle superfici lisce delle pareti interne e alla spaziata luminosità dell’interno (non diviso in navate, ma coperto da grandi capriate lignee), doveva sostituirsi, all’esterno, la movimentata articolazione delle superfici, basata sulla sequenza di arcate ancora leggibili dietro il variato intrecciarsi delle stratificazioni successive impostate, in doppio ordine, su paraste e forate da ampi finestroni. Gli scavi archeologici degli anni Cinquanta e Sessanta hanno fornito utili complementi all’immagine desunta dalla lettura delle persistenze: l’abside era originariamente più grande, più sporgente e a forma di ferro di cavallo (cioè ad arco oltrepassato), ma sempre più stretta rispetto alla larghezza dell’aula longitudinale; sui tre lati del braccio longitudinale girava un atrio a U, le cui tracce sono state osservate davanti all’attuale facciata neoromanica. Nel corso del V sec. il modello di questa Basilica ebbe successo nelle…
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