Articolo di Fabio Rocchi A fine maggio Papa Francesco ha chiamato a raccolta nella capitale i bambini da 101 nazioni per la prima Giornata Mondiale dei Bambini. Pur organizzato in soli 4 mesi, l’evento ha portato a Roma circa 70.000 persone tra bambini (tanti) e accompagnatori. Il calendario non prometteva certo bene: coincidenza con l’ultima tappa del Giro d’Italia, un paio di manifestazioni e altri eventi di livello internazionale. Oltre, naturalmente, ai normali flussi turistici e di pellegrini, che a maggio sono sempre particolarmente intensi per il clima primaverile e gradevole che la città può offrire. La macchina organizzativa si è mossa a 360 gradi e l’ospitalità è stato uno dei nodi più spinosi: come trovare alloggio per questa inaspettata moltitudine in arrivo? I bambini sono i turisti e i pellegrini di domani. Cresceranno portando nel cuore quello che magari è stato il loro primo viaggio importante, italiano o straniero che sia. Non era possibile lasciare che il caso determinasse la loro esperienza. L’organizzazione ha puntato subito sulle strutture religiose e laiche no-profit della città, come segno di una completezza di esperienza nell’accoglienza, oltre agli eventi previsti allo Stadio Olimpico e in Piazza San Pietro. Ma ci si è…
PASSIONE IN MOVIMENTO: COME IL TURISMO SPORTIVO EMERGE NELLE ROTTE DEL VIAGGIARE.
A cura di Paolo Casetti - Il turismo sportivo è cresciuto da nicchia a pilastro dell'industria globale dei viaggi. In Italia genera oltre 9 miliardi di euro annui, con turisti…
