Articolo di Paolo Casetti Quante volte abbiamo visto , spesso ironizzando, gruppi di turisti a fare rapide fotografie con lo smartphone ( una volta avevano la macchina fotografica) e seguire o inseguire l’infaticabile guida turistica, che si fa strada tra la gente con la sua una bandierina o con l’ombrello? Quante volte nella scelta di un ristorante si commenta “ qui non entro, il locale è troppo turistico, andiamo in un altro ristorante dove si mangia veramente bene”. Si potrebbe continuare con tanti altri esempi simili, ma tutti riportano alla storica contrapposizione tra il turista, visto come colui che viaggia distrattamente e inconsapevole delle attrattività turistiche che incontra, e di contro colui che si ritiene, spesso con senso di superiorità, vero viaggiatore. Facciamo caso nei racconti che si fanno quando si torna da una esperienza turistica, ognuno si mostra come un esperto viaggiatore che ha scoperto cose nuove, tralasciando che in quei luoghi sicuramente ci sono state, c’erano e ci saranno in futuro tanti altri viaggiatori come lui. Nei nostri racconti e narrazioni sull’esperienze turistiche fatte, il turista è sempre l’ altro, mai il protagonista che racconta. Questa dicotomia di percezione, ha accompagnato il turismo durante la sua evoluzione…
PASSIONE IN MOVIMENTO: COME IL TURISMO SPORTIVO EMERGE NELLE ROTTE DEL VIAGGIARE.
A cura di Paolo Casetti - Il turismo sportivo è cresciuto da nicchia a pilastro dell'industria globale dei viaggi. In Italia genera oltre 9 miliardi di euro annui, con turisti…
