Articolo di Fabio Carbone Il titolo di un brano musicale italiano ispira il titolo di questo articolo, ed un suo verso lo introduce: “Hai fatto tutta quella strada per arrivare fin quiE ad ogni sosta c’era sempre qualcunoE quasi sempre tu hai provato a parlareMa non sentiva nessuno”(Il peso della valigia, Luciano Ligabue) Ogni viaggio termina con un senso di distensione e soddisfazione per l’esperienza umana vissuta altrove, alle persone incontrate e I nuovi posti visitati. Ma al netto del comprensibile entusiasmo, ci interroghiamo mai sulla qualità dei nostri incontri durante la nostra permanenza? Ci chiediamo mai “cosa ho lasciato di positivo?”. Cosa avevamo in valigia al momento della nostra partenza? E cosa ci portiamo in valigia al nostro ritorno? La stragrande maggioranza dei lettori – così come la stragrande maggioranza degli accademici nell’area del turismo – è convinta che il turismo sia un veicolo per la creazione di una cultura di pace (o semplicemente accetta per vera tale relazione causale). Il principale argomento a sostegno di tale tesi è basato sulla “teoria del contatto”: l’incontro di persone di culture diverse, genera un processo positivo di conoscenza e dialogo interculturale. Secondo questa teoria, dunque, il turismo è per antonomasia…
PASSIONE IN MOVIMENTO: COME IL TURISMO SPORTIVO EMERGE NELLE ROTTE DEL VIAGGIARE.
A cura di Paolo Casetti - Il turismo sportivo è cresciuto da nicchia a pilastro dell'industria globale dei viaggi. In Italia genera oltre 9 miliardi di euro annui, con turisti…
