Articolo di Michael Schlicht In questa fase del 21° secolo chi più chi meno, siamo tutti in viaggio verso terre sconosciute che nulla hanno a che fare con il turismo. Anticamente esistevano macchie bianche sulle cartine geografiche, in costante diminuzione grazie ad esploratori che, come Colombo, Livingston o Amundsen scoprivano zone del mondo fino ad allora ignote agli europei , rendendole quindi accessibili. In molti casi il “successo” è stato così grande da portare all’attrazione turistica, con la conseguenza di giungere talvolta all’esagerazione, al sovraffollamento, alla saturazione, e certe volte addirittura al rigetto, determinando ciò che in medicina è conosciuto come reazione di difesa: quando l’organismo si ribella contro un corpo estraneo, con la differenza che nel caso del turismo non è il corpo umano, ma una cultura o una società che si difende. Basti pensare alle notevoli proteste a Venezia, causate dalla presenza regolare di gigantesche navi da crociera ed ai danni causati al delicato ecosistema in cui essa si trova. La connotazione di terra incognita di cui si è parlato finora riguarda gli aspetti geografici, ma vorrei parlare adesso di un’altra forma che tutti noi, nolens volens, abbiamo forzatamente imparato a conoscere a partire da marzo 2020,…
PASSIONE IN MOVIMENTO: COME IL TURISMO SPORTIVO EMERGE NELLE ROTTE DEL VIAGGIARE.
A cura di Paolo Casetti - Il turismo sportivo è cresciuto da nicchia a pilastro dell'industria globale dei viaggi. In Italia genera oltre 9 miliardi di euro annui, con turisti…
