A cura di Maria Grazia Pasta
Guardando al suo lungo percorso nel settore, qual è stata la sfida professionale più significativa che ha dovuto affrontare per trasformare il Travelexpo in un punto di riferimento internazionale?
Contrastare la diffidenza diffusa, stimolare aspirazione e creatività, credere nelle potenzialità del territorio e nel suo sviluppo turistico e trasmettere ottimismo. Un impegno che si è rinnovato anno dopo anno grazie ad un format inedito credibile ed affidabile. Oggi Travelexpo taglia il traguardo della XXVIII edizione e si può orgogliosamente considerare un punto di riferimento ed un modello di buona pratica, per tutta la Sicilia turistica. Tanto si è fatto ma ancora tanto ci sarebbe da fare.
In questa edizione della Borsa Globale dei Turismi, quali sono i nuovi mercati o i segmenti emergenti su cui gli operatori dovrebbero puntare per restare competitivi?
Intanto gli operatori turistici invocano da oltre un quarantennio una legge sul turismo e più di 10 sono stati i Disegni di legge che mi sono passati per le mani, senza che nessuno sia mai approdato in assemblea per essere discusso. Questo la dice lunga sulle classi politiche che si sono avvicendate dal dopoguerra ad oggi. Credo di non essere lontano dalla verità quando sostengo che, nei fatti, la politica non ha mai creduto nel turismo come un settore economico produttivo e democratico in grado di distribuire ricchezza diffusa sulla base dell’impegno professionale o imprenditoriale che il singolo apporta al sistema. Dopo la pandemia c’è stata una inversione di tendenza, grazie anche alla recuperata immagine della Sicilia che oggi è tra le destinazioni turistiche più cliccata sui motori di ricerca. Noi puntiamo sui territori della Sicilia, impropriamente definiti minori molti dei quali a rischio spopolamento.
Lei è da sempre un sostenitore dell’allungamento delle stagionalità. A che punto siamo oggi nel 2026 e quali passi concreti mancano per rendere la Sicilia una destinazione realmente appetibile 365 giorni l’anno?
Noi siciliani sappiamo di essere appetibili 365 giorni l’anno. Il guaio è che ci crediamo poco e non lo comunichiamo. Piccoli passi si sono fatti ad avvio del periodo post pandemico ma adesso vanno fatti quelli più concreti per incrementare il periodo ottobre/marzo. Il turismo è un fenomeno di massa e come tutti i fenomeni di massa va governato. Oggi l’unica scelta possibile è sviluppare una offerta integrativa rispetto a quella tradizionale di sole-mare, integrandola con quella culturale puntando sui 5/6 mesi l’anno. Prima era la domanda che generava l’offerta, oggi è esattamente il contrario e bisogna crederci e sviluppare azioni di marketing conseguenziali in una logica di visione, pianificazione e meno improvvisazione. Ed a ciò il mondo imprenditoriale ci crede e quello politico/amministrativo si deve assumere le proprie responsabilità.
Come si concilia, nella sua visione, l’inarrestabile spinta verso la digitalizzazione turistica con la necessità di preservare l’autenticità e l’accoglienza “umana” tipica dei nostri territori?
Mi sembrano assolutamente complementari ed integrativi. Autenticità ed Accoglienza, e mi permetto aggiungere creatività, è compito dell’umano che continua ad essere tale e che dall’umano digitale può trarre sostegno.
Se dovesse scattare una fotografia del turismo attuale, qual è il trend che la preoccupa di più e quale invece quello che la rende più ottimista per il prossimo triennio?
La Sicilia ha recuperato credibilità ed affidabilità e, se dipendesse solamente dal mercato, sarei molto ottimista. Una certezza turbata solamente dai conflitti diffusi devastanti sul piano psicologico, oltre che per la perdita di vite umane e per l’economia. Tutte le guerre hanno un inizio ed una fine. Ed è a questa fine che dobbiamo guardare con fiducia, recuperando il tempo perduto e dotandoci di una legislazione adeguata, migliorando la qualità complessiva della nostra offerta ed individuando una visione strategica di sviluppo possibile che ponga come base l’etica e la qualità della vita e dei servizi. Le 5 linee guida sono e rimangono: programmazione, pianificazione, marketing, comunicazione e supporto alla commercializzazione. Tutto il resto è fortuna, pace e serenità.
