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VIAGGIO DA SOLA E IN SICUREZZA

di Fabio Rocchi (ospitalitareligiosa.it)

Quante volte sentiamo dai media gli appelli alle coscienze affinché il rispetto per le donne sia una priorità nel crescere i giovani ed educarli ad una società che sia veramente civile? Ma nel frattempo cosa succede? Come arginare chi si fa beffe di questo diritto alla serenità?

Anche l’ospitalità può fare la sua parte e venire incontro alle esigenze di tante donne che viaggiano da sole, su e giù per l’Italia per i più svariati motivi: lavoro, studio, famiglia, turismo, sanità e spiritualità.

Il portale dell’ospitalità religiosa ha aperto una pagina dedicata ad una selezione di strutture ricettive che rispecchiano parametri particolarmente alti nel livello di sicurezza per le donne. Ognuna deve rispettare queste caratteristiche minime:

– dispone di camere singole;

– l’accesso alla struttura è in zona illuminata e sicura;

– dispone di un parcheggio interno oppure quello esterno è molto vicino;

– la reception è presidiata 24 ore su 24 oppure viene fornito un numero di telefono reperibile anche di notte, di qualcuno che si trova nella struttura o nelle immediate vicinanze;

– le porte delle camere dispongono di una chiusura di sicurezza interna, ovvero la seconda mandata che impedisce l’accesso dall’esterno anche a chi fosse dotato di chiavi;

– le camere assegnate a donne sole dispongono di bagno interno;

– le camere assegnate a donne sole non sono comunicanti con altre camere;

– viene fornita la cena oppure nelle vicinanze sono facilmente raggiungibili negozi per ristorazione;

– non viene fornita alcuna informazione sulle ospiti presenti nella struttura, a chi ne chiede in reception, al telefono o via mail, tranne nel caso di pubblica autorità.

Può sembrare paradossale che nel 2023 si debba ricorrere a queste “strategie” per dormire tranquillamente lontane da casa. In realtà lo si può fare in una qualsiasi struttura ricettiva. Qui si tratta solo di un livello più alto di sicurezza. L’uso non è riservato a chi è spaventata o ansiosa, non è quello l’approccio. Diciamo piuttosto che come si può scegliere un livello di servizi negli hotel in base alle stelle, così anche la sicurezza può avere diversi livelli di offerta al pubblico.

A ciò va aggiunto che le strutture dell’ospitalità religiosa, gestite sia da ordini religiosi che da enti laici no-profit, rappresentano un’accoglienza più familiare e vicina alle necessità dell’ospite, senza voler entrare in conflitto con l’efficienza e le comodità degli alberghi.

Sul tema della sicurezza delle donne, quindi, non si gioca una partita concorrenziale, ma piuttosto l’ampliamento di un’offerta che permetta alle donne una scelta più vasta e consapevole, fondando sull’impegno di chi -uomo o donna che sia- comprende quanto sia importante essere vicini al mondo femminile in tempi così difficili.