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TURISMO E DIRITTO DEI TRASPORTI (Parte Seconda)

di Mario Zanello

‘’Col contratto di trasporto il vettore si obbliga, verso corrispettivo, a trasferire persone o cose da un luogo a un altro.’’ (Art. 1678 c.c.). Bisognerebbe limitare   l’ analisi al sottotipo del trasporto di persone , in quanto si ritiene che il trasporto del bagaglio, più che un autonomo contratto di trasporto, sia piuttosto una prestazione accessoria al trasporto di persone. Se però ciò è certamente per il bagaglio che il turista porta con sé, che accade nel caso in cui il turista consegna il bagaglio al vettore che lo colloca nella stiva dell’aereo o della nave? Senza dubbio in questo caso siamo in presenza di un autonomo contratto di trasporto di cose collegato al trasporto di persone.

In pratica, la disciplina del trasporto di persone è soprattutto incentrata sulla distribuzione dei rischi incorsi tra il vettore e il viaggiatore. Rischi che si concretizzano per il Vettore nell’impegno a trasferire indenne il viaggiatore da un luogo ad un altro e a rispondere, sulla base dell’art. 1218 c.c. ( responsabilità del debitore) in via contrattuale per il ritardo, la mancata esecuzione ed eventuali sinistri. Il Vettore risponde altresì in via extra-contrattuale sulla base dell’art. 2043 c.c.( risarcimento per fatto illecito), mentre il Viaggiatore si obbliga a pagare il corrispettivo della prestazione sulla base dell’art. 1678 c.c. di cui sopra.

E’ interessante sapere che le norme sulla responsabilità contrattuale del vettore si applicano, per estensione e sulla scorta del comma 3 dell’art 1683 c.c. (Indicazioni e documenti che devono essere forniti al vettore) anche per i contratti di trasporto gratuito.  Ricordiamo come esempio il servizio di navetta gratuita posta a disposizione dei clienti di un albergo molto distante dal centro città. Fattispecie questa di trasporto certamente gratuito, ma legato comunque ad un ovvio interesse economico dell’albergatore, consistente nel volere attrarre turisti verso una struttura ricettiva delocalizzata. Diverso dal caso del trasporto gratuito, è quello del trasporto di cortesia, effettuato senza un interesse economico, seppure indiretto. In questo caso non c’è vincolo contrattuale tra Vettore e Viaggiatore, che risponde dunque solo ex art. 2043 c.c., con onere della prova del dolo o della colpa a carico del viaggiatore. Esempio di trasporto di cortesia è il car pooling, con cui il proprietario di un’auto la mette a disposizione di utenti registrati su una piattaforma telematica per fare brevi tragitti con altri utenti del medesimo servizio.

CONCLUSIONE DEL CONTRATTO E OBBLIGHI DELLE PARTI

Nessuna forma particolare è richiesta, ma mentre nel trasporto marittimo ed aereo il contratto si perfeziona con l’acquisto del biglietto, ma nel trasporto terrestre, cui dedicheremo ora in gran parte  lo spazio che ci resta, il contratto può perfezionarsi anche attraverso il mero consenso delle parti (salgo sul treno o bus e poi faccio il biglietto). Per quanto strano in teoria, ma assai comune nella pratica, il contratto può concludersi anche senza contatto fisico tra viaggiatore e mezzo di trasporto (chiamo al telefono un taxi che accetta di venirmi a prendere; in questo caso non esisterà nemmeno un biglietto..).

Il Vettore è comunque  un imprenditore che, gestendo in proprio o tramite terzi (vettore di fatto), si obbliga a trasferire il Viaggiatore da un luogo ad un altro , sulla base dell’art. 2195 n.3 c.c. (Imprenditori soggetti a registrazione). Accanto a questo obbligo principale si connette quello di protezione e vigilanza, che consiste nell’adoperarsi affinché il Viaggiatore giunga a destinazione sano e salvo con i bagagli integri. Il Viaggiatore non è però soggetto passivo, ma deve adoperarsi attivamente cooperando con il Vettore osservando di conseguenza le condizioni prescritte da leggi, regolamenti, contratti, etc.. Ad esempio, nel trasporto aereo, deve allacciare le cinture di sicurezza, spegnere o disattivare apparecchiature elettroniche; nel trasporto ferroviario non sporgersi dai finestrini, nel trasporto terrestre su bus, non circolare nei corridoi ma restare seduti, etc. Naturalmente, l’obbligazione principale del Viaggiatore è il pagamento del corrispettivo dovuto al vettore per il trasferimento, ovverossia il prezzo.

Il Vettore risponde in via contrattuale ex art.1681c.c. sia per inadempimento, sia per i sinistri occorsi al passeggero, sia per i danni ai bagagli.

INADEMPIMENTO: Il Vettore risponde (art. 1218 c.c.) se non prova che il fatto (inadempimento o ritardo) è successo per causa a lui non imputabile (caso fortuito, forza maggiore, fatto di un terzo). Esempio, uno sciopero o l’occupazione dei binari di una stazione ferroviaria da parte di un corteo. 

SINISTRI: si parla in questo caso di responsabilità per rischio di impresa per cui il Vettore è responsabile a meno che non dimostri , secondo l’art. 1681 comma 1 c.c. di ‘’avere adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno’’.  Sottigliezza.. “tutte le misure idonee” non significa tutte le  misure concepibili in teoria sulla base della tecnologia attuale, bensì solo quelle necessarie secondo la diligenza professionale nell’attività svolta (art.1176 comma 2 c.c., sulla diligenza nell’adempimento).

DANNI AI BAGAGLI: La responsabilità per i bagagli che incombe sul Vettore è più o meno rigorosa di quella per le persone? Più rigorosa, in quanto le cose non hanno intelligenza e volontà, e quindi il Vettore non può chiedere loro alcuna cooperazione all’adempimento della prestazione. Il Vettore è dunque tenuto a risarcire anche danni derivanti da cause ignote od equivoche, naturalmente solo per i bagagli consegnati e fuori dal controllo del Viaggiatore (stiva nave o aereo, bagagliaio del bus) se oggetto di prestazione accessoria al trasferimento del Viaggiatore.

COMPORTAMENTO NEGLIGENTE DEL PASSEGGERO

Dopo aver tanto parlato del Vettore , è utile ricordare che anche il Viaggiatore ha delle responsabilità: l’art. 1227 c.c. parla di concorso del fatto colposo del creditore: ‘’Se il fatto colposo del creditore ha concorso a cagionare il danno, il risarcimento è diminuito secondo la gravità della colpa e l’entità delle conseguenze che ne sono derivate.’’ Inoltre non vi è risarcimento per i danni che il Viaggiatore avrebbe potuto evitare usando la normale diligenza.

Esempio.. Il passeggero di un bus turistico cade e si procura un danno in seguito a una brusca frenata dell’autista. Cade perché, invece di restare seduto al suo posto con la cintura allacciata, era in piedi in corridoio a chiacchierare con i compagni di viaggio. Il Vettore si libera da responsabilità se dimostra di aver invitato, verbalmente o per iscritto, i passeggeri a restare seduti con le cinture di sicurezza allacciate. 

Più complessa risulta la disciplina delle responsabilità nel trasporto marittimo e aereo, ma questa è un’altra storia che tratteremo alla prossima occasione