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PELLEGRINAGGI PAOLINI (PARTE 5 - ripresa dopo la guerra)

di Marina Ambrosecchio

Mentre ancora ferveva la ricostruzione del palazzo di via Mercalli, reso inabitabile dai massicci bombardamenti del 1943, ai primi del 1948 venne recuperato dalle cantine il materiale e le decine di migliaia di indirizzi. Ai milanesi venne inviato un foglietto che annunciava la ripresa dell’attività con un pellegrinaggio festivo di un solo giorno alla Madonna del Sasso sopra Locarno, per ringraziare la Provvidenza di essere sopravvissuti alla terribile guerra. La mattina della domenica 20 giugno 1948, 800 milanesi con 18 torpedoni partirono da piazza Cardinal Ferrari; passata Stresa e la riva occidentale del lago Maggiore raggiunsero e superarono la frontiera svizzera, per fare poi ritorno via Lugano-Como.
A primavera uscì il programma dell’anno 1948, che fu spedito ai pellegrini di tutta Italia. Malgrado il lungo periodo trascorso, alla ripresa si risvegliò rapido l’interesse per queste iniziative, che presero quindi sviluppo.
Nel maggio 1948 ebbe luogo il primo pellegrinaggio nazionale a Fatima; già a Pavia si rese necessario sostituire una ruota del torpedone, che doveva percorrere oltre 5.000 Km. Dopo 22 giorni i pellegrini erano così stanchi che nell’ultima sosta notturna non scaricarono neppure le valigie dal tetto del torpedone: la mattina successiva ne mancavano quattro, nonostante l’autista avesse dormito a bordo del mezzo per maggior sicurezza. I ladri avevano infatti tagliato le funi che trattenevano i bagagli con una lama ben affilata, e quando l’autista, udito un lieve rumore, era sceso dal pullman, erano già state asportate quattro valigie.
Sempre in quel primo anno vennero organizzati anche pellegrinaggi a Lourdes, in collaborazione con i principali comitati italiani: Comitato Pro Palestina e Lourdes di Milano, Comitato Romano Pellegrinaggi di Roma, Opera Diocesana Piemontese di Torino. Ma dopo un anno l’attività si intensificò, ed ogni organizzazione riprese ad operare autonomamente.
Comunque la ripresa nel dopoguerra fu piuttosto faticosa, anche perchè si dovette provvedere a nuovi servizi, come ad esempio il servizio ristoro sui treni speciali.