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HASHTAG STRATEGY: COME USARLI AL MEGLIO

di Fabio Riva

In questo articolo andiamo a parlare degli hashtag e come sfruttarli meglio nella nostra strategia social.

Ancora oggi infatti su molti profili gli hashtag vengono utilizzati non solo in modo sbagliato, ma spesso anche in modo dannoso per la propria pagina.

 

Ma cosa sono gli hashtag e a cosa servono?

Gli hashtag identificano delle vere e proprie parole chiave, utilizzate per raggruppare e indicizzare i contenuti su Instagram in modo da poterli trovare con maggiore facilità in base ai nostri interessi. Se siamo ad esempio appassionati di viaggi, seguendo degli hashtag specifici possiamo vedere tutti i contenuti rilevanti legati a quell’argomento. 

Se utilizzati nel modo giusto gli hashtag permettono di dare grande visibilità non solo al singolo post, ma anche all’intero profilo, raggiungendo molte più persone potenzialmente in target con l’argomento della pagina che possono trasformarsi poi in follower o in clienti.

Tuttavia, la scelta degli hashtag deve essere ponderata e pertinente al messaggio da comunicare, al settore di appartenenza e al target di riferimento, evitando l’utilizzo di hashtag generici che potrebbero diluire il significato del contenuto. Inoltre, è essenziale rispettare le regole di formattazione degli hashtag, utilizzando solo caratteri alfanumerici e l’underscore, evitando caratteri speciali e spazi. 

Su Instagram se ne possono inserire fino a 30 per post e sono cliccabili, creando degli hyperlink verso delle “pagine di categoria” contenenti tutti i post che hanno utilizzato quello specifico hashtag ordinati per quelli più recenti e “in evidenza”.

Su piattaforme come Instagram, è cruciale anche verificare la liceità degli hashtag scelti, evitando quelli proibiti che potrebbero portare a conseguenze negative come lo shadow ban, un’esclusione temporanea dal feed pubblico. Pertanto, è consigliabile sempre controllare la validità degli hashtag tramite la funzione di ricerca della piattaforma per evitare sanzioni indesiderate.

È possibile anche creare un hashtag specifico per il proprio brand.

Quando un hashtag diventa parte della nostra strategia di marketing per incrementare il traffico, è essenziale proteggerlo per evitare che i concorrenti lo utilizzino per ottenere traffico relativo a quel termine. Registrando l’hashtag come marchio, si ottiene una protezione legale che impedisce ad altri di utilizzarlo, garantendo un presidio virtuale sui social media. Se, durante una ricerca online dell’hashtag, risultano post di account non affiliati, abbiamo il diritto di richiedere la rimozione dell’hashtag da quei post.

Il processo di registrazione di un hashtag segue le stesse regole della registrazione di qualsiasi altro marchio. Ad esempio, non è possibile registrare un hashtag identico o simile a quello di un concorrente, né un hashtag che identifichi direttamente il prodotto stesso.

Un altro aspetto molto importante dell’utilizzo degli hashtag è che un utilizzo intelligente permette all’algoritmo di capire di cosa si occupa la nostra pagina, categorizzando così il profilo per raggiungere più facilmente persone in target.



TIPOLOGIE DI HASHTAG

Possiamo dividere gli hashtag in varie tipologie:

1 – Hashtag di Branding: Sono hashtag specifici del marchio, che includono il nome del marchio o slogan associati alla propria attività. Ad esempio, #Nike o #JustDoIt. Sono molto utili anche per gli UGC content (contenuti generati e condivisi dai nostri follower)

2 – Hashtag di Campagna: Creati per promuovere campagne specifiche o eventi, possono includere il nome dell’evento o la parola chiave principale della campagna. Ad esempio, #BlackFriday o #SummerSale.

Hashtag “Location” > molto importanti se abbiamo una realtà locale, es. negozi, ristoranti, ecc.

3 – Hashtag di Settore o Niche: Sono hashtag correlati al settore o alla nicchia di mercato in cui si opera. Aiutano a raggiungere un pubblico più specifico e interessato. Ad esempio, #Fashionista per il settore della moda, oppure #travel per il settore turismo.

4 – Hashtag “Community” > Utilizzati per partecipare a conversazioni o gruppi online, spesso associati a temi comuni o interessi condivisi (quali ad esempio la community LGBT)

5 – Hashtag di Contenuto: Specifici per il tipo di contenuto che si sta condividendo, come #Selfie o #FoodPorn.

6 – Hashtag Popolari o Virali: Trending hashtag che riflettono argomenti o eventi rilevanti in quel momento. Utilizzati per aumentare la visibilità e partecipare alle conversazioni in corso. Ad esempio, #ThrowbackThursday o #MondayMotivation.

7 – Hashtag Geografici: Indicano una posizione geografica specifica e sono utili per raggiungere utenti locali o interessati a una determinata area. Ad esempio, #NewYork o #Italy.

8 – Hashtag di Trending Topics: Riflettono argomenti popolari e di tendenza su Instagram in un determinato momento. Utilizzati per rimanere aggiornati e partecipare alle discussioni in corso. Ad esempio, #COVID19 o #Olympics2024.



QUALI HASHTAG USARE

Quando andiamo a studiare quali hashtag inserire all’interno dei nostri post, è importante non cadere nella tentazione di inserire hashtag generici che magari non c’entrano con il nostro settore, solo perché sono in trend e molto utilizzati.

Questo perché porta a competere con migliaia e migliaia di contenuti e se anche si ottengono delle visite, molto probabilmente saranno persone fuori target che quindi non saranno interessate realmente a noi e al nostro prodotto o servizio.

In più a volte, quando questi hashtag generici sono utilizzati da molti per spammare i propri contenuti, vengono inseriti in una “black list” da parte della piattaforma. Utilizzando quindi questi hashtag si rischia di incorrere a delle vere e proprie penalizzazioni.

La cosa migliore per scegliere gli hashtag giusti è quindi quella di partire ad analizzare quali parole chiave sono legate al brand o al prodotto/servizio che offre e creare una lista con quelle che riteniamo più opportune. Se parliamo di attività locali o comunque legate alla promozione del territorio possiamo inserire anche delle parole chiavi di “località”.

Altro aspetto importante da prendere in considerazione è anche il “volume” degli hashtag.

Secondo questa suddivisione possiamo avere hashtag:

  • di basso volume: tra 10.000 e 200.000 contenuti
  • di medio volume: tra 200.000 e 600.000 contenuti
  • di elevato volume: tra 600.000 e 1.000.000 contenuti

 

Il consiglio è di evitare l’utilizzo di hashtag ad alto volume, in quanto molto spesso non portano visualizzazioni, o se le portano, sono fuori target rispetto al nostro pubblico di riferimento.

È meglio quindi concentrarsi su hashtag di basso e medio volume, inserendo anche i nostri hashtag brandizzati che come già visto possono rivelarsi molto utili.

È necessario cercare di creare un equilibrio tra le tipologie degli hashtag e i volumi.

 

STRUMENTI UTILI

Esistono anche diversi strumenti che ci permettono di ricercare e di fare un’analisi degli hashtag.

Uno di questi è l’”hashtag generator” di Hootsuite, uno strumento gratuito che permette di selezionare la lingua, le keywords e inserire una descrizione dettagliata in modo da avere come riscontro un elenco di hashtag da poter utilizzare per la propria strategia.

Un altro tool molto interessante per la ricerca degli hashtag sono “IQ Hashtag” e “Meta Hashtag”

Per chiudere questo articolo ci tengo a precisare che Adam Mosseri, responsabile di Instagram, nel 2022 ha dichiarato che gli hashtag, se pur ancora importanti, non incidono più in modo significativo nella copertura dei post.

Questo apre un tema fondamentale da comprendere, ovvero che se da una parte è importante studiare gli hashtag e creare una strategia di utilizzo, dall’altra la cosa che influisce di più sui risultati è la qualità del contenuto stesso. Infatti se i nostri contenuti non sono di qualità, anche nella pagina degli hashtag specifici avranno poca visibilità e non verranno considerati. Se invece il contenuto è fatto bene ed è di qualità, potrebbe essere “premiato” da instagram e comparire tra i primi risultati nelle pagine degli hashtag inseriti nel post, portando così molta visibilità organica.

Per prima cosa, è quindi necessario curare i contenuti in modo ottimale e professionale e solo in secondo luogo inserire gli hashtag più in linea con la nostra attività e il nostro target.