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COSTANTINO E COSTANTINOPOLI

di Marina Ambrosecchio

Dopo aver emanato nel 313 d.C. l’Editto di Milano, con cui sancì ufficialmente la fine delle persecuzioni dei Cristiani, e dopo aver eliminato Licinio nel 324 d.C. restando così l’unico augusto al potere, l’imperatore Costantino decise di costruire una nuova capitale, ovvero una Nova Roma, sul sito dell’antica città di Bisanzio, fornendola di un senato e di uffici pubblici simili a quelli di Roma. Questa scelta strategica derivava da due fattori : da una parte l’instabilità dei confini orientali con la necessità di avere un punto di partenza per le spedizioni militari verso Est e dall’altra il potere crescente dell’aristocrazia romana, per lo più legata al paganesimo.

La nuova capitale venne inaugurata nel 330 d.C. e trasformò il nome in Costantinopoli. Da questo momento comincia il periodo d’oro dell’Impero Bizantino, con la costruzione di molti monumenti e opere d’arte che ancora oggi affascinano i visitatori della moderna città di Istanbul. La città aveva inoltre grandi affinità con Roma: erano state fondate entrambe su un territorio con sette colli, avevano forma di triangolo e, mentre Bisanzio-Costantinopoli-Istanbul è bagnata su tre lati dal Mar di Marmara e dal Corno d’Oro, Roma è bagnata

dal Tevere. Quando Costantino decise di creare Istanbul, disegnò con la sua lancia i confini delle mura, delimitando le punte del triangolo, conosciuto come la penisola storica. Ma le somiglianze fisiche non bastavano. La nuova capitale doveva essere più bella della precedente, perciò l’Impero usò tutti i mezzi in suo possesso e alla fine, pian piano, Istanbul prese forma.

A dire il vero, l’impero Bizantino è la continuazione di Roma e i Bizantini, fino agli ultimi giorni, si soprannominavano Romani. Ma tra i Bizantini e i loro predecessori c’era un’importante differenza : il Cristianesimo. Le chiese Bizantine presero il posto dei templi di Roma e gli esempi più belli di queste costruzioni sono state realizzate a Istanbul. Queste opere architettoniche si trovano in varie zone di Istanbul, tra le quali la principale è la Penisola Storica, e rappresentano esempi unici dell’architettura e della rappresentazione dei mille anni di arte Bizantina. Una parte dei monumenti bizantini ad Istanbul è formata dagli edifici pubblici. Tra questi ci sono l’Ippodromo, le cisterne d’acqua, i palazzi e le piazze.

La zona che forma il nocciolo di Istanbul oggi viene chiamata Sultanahmet. Qui si possono vedere insieme le bellezze dei monumenti sia Bizantini che Ottomani. Nel periodo Bizantino, l’Ippodromo e i suoi dintorni rappresentavano il centro della capitale. 

Per tale motivo gli edifici più importanti sono raggruppati in questo punto: il Palazzo che era il centro del potere, la Basilica di Santa Sofia “Ayasofya” che era la costruzione religiosa più grande, l’Ippodromo centro della vita sociale e la Cisterna Yerebatan “Yerebatan Visiri” che faceva fronte in gran parte alla mancanza d’acqua della città.

Il monumento più importante del periodo bizantino, giunto fino ai nostri giorni, è senza dubbio la Basilica di Santa Sofia (Ayasofya in turco), ma – benché la leggenda la voglia legare a Costantino – è di periodo successivo perché fu inaugurata nel 360 d.C. durante il regno di Costanzo II da parte del vescovo Eudossio di Antiochia, vicino alla zona dove era in costruzione il palazzo imperiale.

Inoltre Santa Sofia è legata al nome dell’Imperatore Giustiniano che nel 532, a seguito dell’incendio appiccato durante la Rivolta di Nika, decise di ricostruire la basilica completamente diversa, più grande e più maestosa rispetto a quelle dei suoi predecessori. Quest’opera, grazie alle sue dimensioni e al suo sfarzo, è riuscita ad essere per centinaia di anni l’opera più monumentale del mondo ed è giunta ai nostri giorni resistendo agli incendi, al terremoto e a tante altre catastrofi. Trasformata in moschea dopo la conquista di Costantinopoli

da parte di Maometto II nel 1453, è stata poi trasformata da Mustafa Kemal Ataturk in Museo nel 1935 e aperta al pubblico proveniente da tutte le parti del mondo.

 

La vicina Santa Irene, dedicata alla “Santa Pace” (Aya İrini in Turchia) fu completata invece sotto Costantino e venne utilizzata come cattedrale fino a quando Santa Sofia non fu completata. Anche questa fu incendiata nel 532 durante la rivolta di Nika, e come Santa Sofia fu ricostruita dall’Imperatore Giustiniano. Dopo la conquista di Costantinopoli da parte dell’Impero Ottomano, fu utilizzata come deposito d’armi. Oggi è un Museo. Per la sua struttura architettonica, ha un’acustica molto buona e per questo è uno dei luoghi più ricercati per i concerti dell’Istanbul Music Festival e dell’Istanbul Jazz Festival. In altri momenti è chiusa e si può visitare solo con un permesso speciale.

Sempre a Sultanahmet, di fronte alla Moschea Blu, si trova l’Ippodromo. Anche se la costruzione iniziò nel III secolo a.C. da parte di Septimus Severus, la sua realizzazione, attraverso l’opera di 100.000

persone, avvenne nel periodo di Costantino. Tre i monumenti realizzati per il pubblico dei tifosi che qui si radunavano (nel periodo Bizantino esistevano infatti i tifosi sportivi, simili a quelli di oggi, chiamati i blu e i verdi): l’Obelisco di Teodosio Dikiltas, la Colonna Serpentina (Yilanli) e la colonna intrecciata (Örme Sütun) sono i monumenti che si trovavano nella parte chiamata Spina, attorno alla quale giravano i giocatori con i loro cavalli. Staccandosi dall’Ippodromo lungo la via Mese, la seconda piazza che si incontra dopo Augusteion è la Piazza di Costantino, dove ancora oggi la Colonna Çemberlitaş fa da guardiano. Anche questa piazza, come tutte le altre, è decorata da statue e monumenti. Tra queste, alcune statue di bronzo sono state fuse durante l’invasione Latina, quindi distrutte. Sopra la colonna Çemberlitaş, secondo l’usanza romana, si trovava la statua di Costantino. Questa, durante una forte bufera, cadde uccidendo diverse persone. Le rocce di porfido che costituiscono il tronco della colonna sono state circondate da anelli di ferro perché nel corso degli anni hanno subito delle crepe.

Per questo motivo, con il tempo, il nome è diventato Çemberlitaş (Çember=anello). Si credeva che sotto la colonna Çemberlitaş si trovasse una cripta con all’interno pezzi della Croce di Gesù. Çemberlitaş, secondo le credenze dell’epoca, era stata costruita per proteggere l’entrata di questa cripta. Molte persone venute a conoscenza di questo hanno cercato di raggiungerla scavando dei tunnel per passare sotto la colonna, ma nessuno ci è mai riuscito.

C’è un altro luogo che per leggenda è legato alla figura di Costantino, pur non c’entrando affatto con la figura storica dell’imperatore. Nel viaggio da fare sul Bosforo il luogo da menzionare per primo è la Torre Kız Kulesi. Secondo la leggenda, l’imperatore bizantino Costantino aveva una figlia che amava molto. Ma un indovino predisse che la figlia sarebbe stata morsa e uccisa da un serpente. Per questo motivo l’imperatore, per proteggere la figlia, fece costruire la torre in mezzo al mare, posto in cui nessun serpente sarebbe potuto arrivare. Ma questa precauzione non fu sufficiente. Il serpente entrò dentro i cestini con i quali veniva mandato il cibo alla ragazza e la uccise con il suo veleno. Ma le leggende su questo luogo non finiscono qui : c’è che la chiama Torre di Leandro. Si pensa che la storia d’amore tra Hero e Leandro, con una fine drammatica, ebbe luogo proprio qui. In realtà la torre venne costruita nel XII secolo durante il periodo Bizantino e utilizzata varie volte come carcere, ma si pensa che servisse anche come faro per indicare la via alle navi e come punto di aggancio della catena che serviva a sbarrare l’ingresso delle navi nemiche.