Basilica di Sant’Abbondio a Como

di Marina Ambrosecchio

La basilica, in stile romanico, è costruita in pietra grigia di Moltrasio. La facciata è divisa in cinque scomparti da lesene che lasciano trasparire la suddivisione interna in cinque navate; si possono osservare quattro semicolonne appoggiate alle lesene a cui si congiungeva un portico che sosteneva uno spazio superiore per la devozione dei fedeli. Il portale presenta una raffinata decorazione scolpita a bassorilievo con motivi vegetali, figure allegoriche e mostruose. Nella parte superiore della facciata e lungo i fianchi dell’edificio, la decorazione è affidata a una serie di archetti e a una regolare teoria di finestre monofore che alleggeriscono la struttura. La presenza di un doppio campanile conferisce originalità alla basilica: la torre a sud è originale, mentre quella a nord fu abbattuta nel XIX secolo e ricostruita. L’interno presenta le medesime caratteristiche architettoniche dell’esterno integrandole con una straordinaria concezione della luce che anima e plasma gli spazi attorno al visitatore. L’aula dei fedeli è ripartita in cinque navate separate da robusti pilastri cilindrici e da colonne monolitiche. I primi due pilastri presso l’ingresso sostengono una tribuna per i fedeli, in parte smantellata, e di cui rimane qualche traccia in facciata (semicolonne). La copertura in legno della navata centrale è stata ripristinata dai restauri del 1929 dopo la demolizione delle volte cinquecentesche in muratura che alteravano la struttura e la luminosità della basilica. La zona del presbiterio si caratterizza per la profondità del coro ed è coperta da due alte campate con volte a crociera. (Cristo luce che sorge da oriente), architettonico (alleggeriscono ed equilibrano le masse) e funzionale (illuminano lo spazio delle celebrazioni). Accanto all’altare maggiore una statua del 1490 attribuita a Tommaso Rodari rappresenta sant’Abbondio. Il ciclo di affreschi di sant’Abbondio è attribuibile a diverse maestranze, tra queste si segnala l’opera di un pittore convenzionalmente identificato come ‘Maestro di sant’Abbondio’ aggiornato all’innovativo linguaggio giottesco e dalla personalità forte e originale; gli studi più recenti li collocano tra il 1315 e il 1324 durante l’episcopato del vescovo francescano Leone Lambertenghi, committente dell’opera. Il programma iconografico si sviluppa dall’arco di trionfo (Annunciazione), prosegue sulle volte (Padri della Chiesa occidentale, dodici santi, un cielo stellato), si svolge sui pilastri e sulla curvatura absidale (Antenati di Cristo, i dodici Apostoli, venti episodi della vita di Gesù) e culmina nella calotta absidale (Cristo in trono, la Vergine Maria, san Giovanni Battista, san Pietro e san Paolo). Le venti scene evangeliche presentano due temi cristologici: la Natività di Gesù e la sua Passione. Nella parte superiore sono riconoscibili gli episodi dell’infanzia di Gesù, mentre nella fascia centrale e in quella inferiore sono narrate le vicende culminanti della sua esistenza terrena, dall’ingresso in Gerusalemme alla deposizione nel sepolcro. Uscendo dalla basilica si possono osservare gli affreschi della tribuna (sopra la porta di ingresso) della metà del XIV secolo e due tele del XVII secolo (ai lati della porta di ingresso): l’Assunzione di Maria attribuito a Giovan Battista Crespi e il Miracolo di sant’Abbondio che risuscita un bambino attribuito a Giovan Battista Recchi. Accanto alla basilica, il monastero medioevale è stato restaurato ed è la sede della facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi dell’Insubria.Como nella sua lunga ed importante evoluzione fu anche municipium romano ! Qui nacque Plinio in Vecchio, che morì nella celebre eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei nel 79 dopo Cristo. Gaio Plinio Secondo, conosciuto appunto come Plinio il Vecchio, è stato uno scrittore, ammiraglio e naturalista romano. Era proprio del suo stile descrivere le cose dal vivo, ed egli è per noi un vero “giornalista” cronista dell’epoca. Il borgo di Sant’Agostino coincide col primo insediamento dei romani a Como. Qui nacque Innocenzo IX, pontefice nel 600.