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ARRIVA IL BOOKING DELLE SUORE

di Fabio Rocchi – ospitalitareligiosa.it

Siamo abituati a pensare al turismo religioso o, meglio, alle strutture ricettive religiose come a entità non proprio allineate ai progressi che la tecnologia ci offre ogni giorno. Il turismo commerciale intanto fa passi da gigante: tutto è raggiungibile con due click, tutto è a portata di mouse e la gestione stessa delle strutture è sempre più automatizzata.

Il gap fra queste due realtà sembra divaricarsi sempre più in maniera irreversibile, ma qualche piccolo riallineamento deve pur essere intrapreso, pena la scomparsa definitiva di migliaia di realtà dell’accoglienza no-profit in tutta Italia. La stima attuale è di circa 3.000 strutture per un totale di oltre 200.000 posti letto.

In barba a qualsiasi liberalizzazione, in Italia per legge queste strutture non possono utilizzare gli stessi canali commerciali degli hotel, per non creare una commistione concorrenziale: quindi niente booking, niente pubblicità, niente spot, niente cataloghi in agenzia.

Sopperiscono in parte i portali dedicati specificatamente al settore, che vengono tollerati perché non sussiste la commistione fra i due settori. Resta però lo scoglio del booking, in cui qualche struttura religiosa ha provato ad inserirsi, con scarsi risultati economici ma importanti interventi sanzionatori.

Nasce così l’idea di un booking riservato proprio a queste strutture, quindi un canale commerciale solo per loro in cui non si violi la norma concorrenziale a protezione degli hotel (neanche ne avessero bisogno…). In realtà la clientela di queste strutture è ben diversa da quella degli alberghi: famiglie numerose, gruppi oratoriani, movimenti religiosi, studenti e lavoratori di lungo periodo. Perché mai vietare a loro i famosi “due click” per trovare una sistemazione?

E poi c’è il Giubileo del 2025 in arrivo, quando milioni di pellegrini giungeranno in Italia da tutto il mondo e, magari per scelta, vorranno dare completezza e senso al loro viaggio con un soggiorno in una struttura non commerciale.

Ecco quindi il cantiere di SpiritualBooking, al quale collaborano l’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana e il tour operator SpiritualTour. Non si tratta di un passaggio semplice. Sui banconi delle reception bisognerà “scrostare” decenni di abitudini consolidate, fatte di telefonate e agende cartacee, mail a cui rispondere dopo una settimana ed Excel semplici semplici.

Il passaggio è epocale e ci vorrà pazienza nel mettere tutto a regime, ma il passo va fatto fondamentalmente per non restare troppo indietro. E’ chiaro che l’utente preferisce avere una risposta immediata alla sua richiesta, piuttosto che aspettare giorni o attendere al telefono di parlare con l’incaricato giusto. Questo status rischia di emarginare definitivamente quelle strutture che con le risorse dell’ospitalità danno fondo a molteplici attività benefiche.

Ben venga, quindi, anche il booking delle suore, senza snaturare la loro missione evangelizzatrice e sociale.